Il quadro nazionale più recente indica che la qualità dell’aria in Italia migliora lentamente, soprattutto per il PM2,5, mentre il rumore resta sostanzialmente stabile. Il riferimento è il Rapporto Ambiente SNPA, edizione 2023, presentato nel 2024. Descrive la tendenza complessiva e non riporta valori città per città.

Aria e rumore: cosa dicono i dati ufficiali

Il Rapporto Ambiente SNPA è la sintesi nazionale su cui si basa la lettura dei dati ambientali italiani. Le sue conclusioni su aria e rumore sono le seguenti:

IndicatoreTendenza nazionale
PM2,5Miglioramento lento e continuo
RumoreSituazione stabile

Il trend del PM2,5

Il rapporto collega il miglioramento della qualità dell’aria soprattutto al PM2,5, il particolato fine. La sintesi disponibile non indica una percentuale di riduzione, quindi non è possibile quantificare il calo nel tempo. Il termine «lento» segnala che la tendenza è graduale: un singolo anno può mostrare oscillazioni che non cambiano la direzione complessiva. Per valutarla è più affidabile confrontare più edizioni consecutive dello stesso rapporto.

Rumore stabile a livello nazionale

La stabilità descritta dal rapporto riguarda il quadro complessivo italiano. Non significa che il rumore sia uguale in ogni area urbana. Le rilevazioni acustiche variano molto da un territorio all’altro, sia per livelli sia per numero di controlli effettuati. Per questo i confronti tra città richiedono prudenza: una differenza tra due comuni può dipendere dalla quantità di misure disponibili e non solo dal reale livello di rumore.

Come leggere il rapporto

Per usare correttamente questi dati conviene seguire tre passaggi:

  • verificare l’edizione e l’anno di presentazione (edizione 2023, presentata nel 2024);
  • distinguere la tendenza nazionale dai dati locali, che richiedono fonti dedicate;
  • confrontare più edizioni prima di parlare di miglioramento o peggioramento.

Aria e rumore: cosa dicono i dati ufficiali

Cosa dicono i dati disponibili sulle città italiane?

Il confronto tra città italiane è possibile solo per alcuni indicatori, e con fonti e periodi diversi. Per il rumore urbano esistono dati cittadini per Milano e Torino relativi al 2013-2014. Per il PM2,5 la scheda dei dati disponibile non riporta valori per singola città.

Milano e Torino: superamenti acustici 2013-2014

L’XI Rapporto ISPRA sulla qualità dell’ambiente urbano indica la quota di controlli acustici con almeno un superamento dei limiti.

CittàAnnoControlli con almeno un superamentoNumero di controlli
Milano201374,1%81
Milano201490,7%75
Torino201343,4%83
Torino201465,7%67

In entrambe le città la quota sale tra il 2013 e il 2014. Milano parte da un valore più alto di Torino in entrambi gli anni.

Numero di controlli diverso: confronti da prendere con prudenza

Il rapporto precisa che il numero di controlli varia molto da una città all’altra. Le percentuali di Milano e Torino si basano su campioni di 67-83 controlli, quindi non descrivono l’intera rete di misura né l’esposizione reale dei residenti. Un confronto diretto va letto come indicativo, anche per la differenza di campione tra un anno e l’altro (81 contro 75 a Milano, 83 contro 67 a Torino).

Copertura di 124 città nel Rapporto SNPA 2019

Il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano di SNPA/ISPRA (XV edizione, 2019) copre 124 città, comprese le 14 Città metropolitane. La fiche non riporta i valori 2019 per ciascuna di esse, quindi non è possibile stabilire da questi dati quale città sia più inquinata nel periodo più recente.

Come si misura il rumore urbano?

Il livello sonoro si esprime in decibel (dB), di solito con la ponderazione dB(A), che attenua le frequenze più basse e più alte a cui l’orecchio umano è meno sensibile. La scala è logaritmica: un aumento di 3 dB raddoppia l’energia sonora, mentre un aumento di 10 dB la moltiplica per dieci. Una differenza di pochi decibel tra due strade o due quartieri è quindi significativa, e i valori in dB non vanno mediati con una semplice media aritmetica.

Per descrivere l’esposizione su un periodo più lungo si usano indicatori che pesano diversamente le ore del giorno:

IndicatorePeriodo consideratoUso principale
dB(A)Singolo istante o intervallo di misuraLivello sonoro puntuale
LdenGiorno, sera e notte combinatiEsposizione media nell’arco di 24 ore
LnightSolo il periodo notturnoDisturbo del sonno

Quando si confrontano città o quartieri, bisogna verificare quale indicatore è stato usato, perché i valori di Lden e Lnight non sono intercambiabili.

Classificazione acustica comunale per zone

I limiti applicabili non sono uguali ovunque. Il comune suddivide il proprio territorio in zone acustiche, e a ciascuna corrispondono valori limite diversi per il giorno e per la notte. Un’area residenziale non è quindi giudicata con gli stessi parametri di una zona industriale o di un’area ad alta densità di traffico. Il limite di riferimento dipende dunque dalla destinazione d’uso dell’area in cui si trova l’indirizzo.

Per leggere un dato in modo utile si può seguire questa sequenza:

  1. Individuare la classificazione acustica adottata dal comune.
  2. Identificare la zona in cui ricade l’indirizzo o il quartiere.
  3. Verificare quale indicatore (dB(A), Lden o Lnight) e quale periodo sono riportati nel dato.
  4. Controllare quante rilevazioni sono alla base del risultato.

Il traffico pesa più sull’aria o sul rumore?

Il traffico veicolare incide sia sulla qualità dell’aria sia sul rumore urbano, ma con meccanismi diversi. Le fonti disponibili non quantificano la quota di inquinanti attribuibile ai veicoli e non separano il rumore stradale dalle altre sorgenti. Il confronto diretto tra i due effetti resta quindi qualitativo, mentre per il rumore esistono dati di controllo che permettono di misurare la frequenza dei superamenti dei limiti.

Emissioni di PM2,5 e NO2

Il traffico è una delle fonti di PM2,5 e NO2 in ambito urbano. Non sono riportate cifre sulla quota dovuta ai veicoli, quindi non è possibile stabilire quale percentuale dell’inquinamento di una città derivi dal traffico.

Rumore urbano e superamenti dei limiti

Nei controlli acustici urbani il livello sonoro viene confrontato con i limiti normativi. Nell’XI Rapporto ISPRA sulla qualità dell’ambiente urbano, la quota di controlli con almeno un superamento è la seguente:

CittàAnnoControlliCon almeno un superamento
Milano20138174,1%
Milano20147590,7%
Torino20138343,4%
Torino20146765,7%

I dati non indicano la sorgente del rumore: il superamento misura il mancato rispetto del limite, non la responsabilità del traffico stradale. Per attribuire il rumore alla strada servirebbero dati specifici per sorgente, che non sono nella fonte disponibile.

Propagazione: inquinanti e decibel a confronto

Gli inquinanti atmosferici viaggiano con il vento e si disperdono nell’aria, quindi il loro effetto si estende anche oltre la strada che li emette. Il rumore si misura invece in decibel, una scala logaritmica, e la sua percezione dipende dalla distanza dalla sorgente e dagli ostacoli presenti. Per questo un disagio acustico è di norma più localizzato di un’esposizione all’inquinamento atmosferico, che può interessare un intero quartiere.

Il traffico pesa più sull'aria o sul rumore?

Aria e rumore influiscono sul prezzo delle case?

La fiche disponibile non contiene dati che misurino l’effetto di aria o rumore sulle quotazioni immobiliari. Non ci sono coefficienti di riduzione del prezzo né confronti tra case vicine a strade trafficate e case in zone tranquille, quindi nessuna cifra sull’impatto sul prezzo al metro quadro può essere considerata verificata. Questa sezione descrive come verificare l’effetto con dati di compravendita pubblici e distingue ciò che la fiche documenta, cioè l’esposizione al rumore nelle città, da ciò che resta da stimare.

Osservatorio del mercato immobiliare (OMI): il punto di partenza

L’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI), banca dati pubblica dell’Agenzia delle Entrate, fornisce quotazioni per zona. La zona OMI è l’unità di confronto più utile, perché permette di mettere a confronto immobili della stessa tipologia e nello stesso stato di conservazione all’interno della stessa area.

Effetto dei rumori sulle quotazioni al metro quadro

La fiche documenta l’esposizione al rumore, non il prezzo. Nell’XI Rapporto ISPRA sulla qualità dell’ambiente urbano, la quota di controlli acustici con almeno un superamento dei limiti è la seguente:

CittàAnnoControlli con superamentoControlli totali
Milano201374,1%81
Milano201490,7%75
Torino201343,4%83
Torino201465,7%67

Un’alta percentuale di superamenti indica che il rumore è un fattore presente in quelle aree, ma non dice quanto incida sui prezzi.

Prezzi vicino alle strade ad alto traffico: come confrontarli

Per isolare l’effetto della strada, il metodo è questo:

  1. Individuare le zone OMI che contengono arterie a traffico intenso.
  2. Scegliere zone adiacenti, o comunque simili, per tipologia, epoca di costruzione e superficie, ma senza grandi arterie.
  3. Confrontare le quotazioni minime e massime al metro quadro per la stessa tipologia.
  4. Verificare se la differenza persiste su più semestri, invece di basarsi su una sola rilevazione.

Una differenza di prezzo tra due zone non si può attribuire al solo rumore o all’aria. Piano, esposizione, presenza di servizi e stato dell’edificio possono pesare in modo simile, e vanno considerati prima di concludere.

Come confrontare i quartieri prima di trasferirsi?

Il confronto tra due quartieri è affidabile solo se entrambi vengono misurati con gli stessi criteri, nello stesso formato e negli stessi orari. Il metodo seguente usa tre assi (rumore, aria, prezzi) e prevede di fissare i parametri prima di raccogliere i dati.

Scelta dei due quartieri e criteri di confronto

Scegliere due quartieri della stessa città riduce le variabili esterne, come il clima urbano generale o la normativa comunale. Prima di iniziare, definire:

  • l’uso dell’abitazione: residenza tutto l’anno, seconda casa o affitto breve;
  • la fascia di superficie cercata, in metri quadri;
  • la distanza massima accettabile dal luogo di lavoro o dalla scuola.

Il confronto locale richiede dati di centraline o mappe urbane, letti con la stessa unità di misura per entrambe le zone.

Sopralluoghi in orari diversi: giorno e notte

Una visita di un’ora al sabato mattina non descrive un quartiere. Conviene programmare almeno quattro passaggi:

  • feriale, 8-9: traffico di ingresso al lavoro;
  • feriale, 18-20: traffico di uscita e carico-scarico;
  • sabato, 21-23: locali, movida, traffico serale;
  • feriale, dopo le 23: rumore residuo a fine attività.

In ogni passaggio annotare il rumore percepito, la presenza di mezzi pesanti, i cantieri, eventuali odori da scarico e la disponibilità di parcheggio. Usare la stessa fascia oraria e lo stesso punto di rilevamento per entrambi i quartieri, ad esempio la facciata dell’edificio più esposto alla strada principale.

Tabella di confronto con indicatori comparabili

IndicatoreUnità di confrontoCome raccoglierlo
Rumore notturnoLivello medio in decibel, stessa fascia orariaMisure ripetute durante i sopralluoghi notturni
Qualità dell’ariaConcentrazione di PM2,5, stessa unità per entrambiDati di centraline o mappe urbane della zona
Prezzo delle caseEuro al metro quadro medio per compravenditeDati pubblici di compravendita nello stesso periodo
Servizi di prossimitàNumero di farmacie, scuole e fermate entro un raggio fissatoConteggio su mappa con raggio uguale per entrambi, ad esempio 500 metri
TrasportiFrequenza delle corse nelle fasce di puntaOrari ufficiali del gestore, stesso giorno della settimana

Assegnare a ogni indicatore un valore per quartiere e confrontarli riga per riga. Un quartiere con prezzo più basso ma rumore notturno più alto va valutato in base alle priorità definite all’inizio, non per la somma dei punteggi.

Dove trovare i dati di ARPA e ISPRA

Per confrontare aria, rumore e mobilità tra comuni italiani esistono due livelli di fonti: la banca dati nazionale curata da ISPRA nell’ambito del sistema SNPA, e i portali delle singole ARPA regionali, che pubblicano le rilevazioni delle centraline locali. Il primo offre una metodologia comune su un insieme di città. Il secondo offre il dettaglio di ogni stazione di misura.

La banca dati areeurbane.isprambiente.it

Il sito areeurbane.isprambiente.it raccoglie gli indicatori del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano SNPA/ISPRA e contiene oltre 400 indicatori su aria, rumore e mobilità. La XV edizione del rapporto (2019) copre 124 città e le 14 Città metropolitane, quindi è il punto di partenza più adatto per un confronto nazionale basato su una metodologia comune.

Procedura consigliata:

  • selezionare il tema (aria, rumore, mobilità);
  • filtrare per città o per gruppo di città;
  • annotare, per ogni indicatore, l’anno di riferimento e l’unità di misura riportata nella scheda;
  • confrontare soltanto indicatori con la stessa definizione.

Portali regionali ARPA per le centraline locali

Ogni Regione dispone di una propria ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), che gestisce la rete di centraline e pubblica i dati sul proprio portale. Questi dati permettono di passare dal livello comunale a quello della singola stazione, utile quando due quartieri della stessa città hanno esposizioni diverse. La struttura però cambia da una regione all’altra: nomi delle stazioni, frequenza di aggiornamento e formati di download non sono uniformi. Per confrontare città di regioni diverse, conviene riportare tutti i valori a un indicatore comune scelto in anticipo.

Quadro nazionale e formato dei dati

Il Rapporto Ambiente SNPA 2023 non fornisce cifre per comune, quindi serve come contesto e non come fonte di confronto.

FonteAmbitoContenuto dichiarato
areeurbane.isprambiente.itAria, rumore, mobilitàOltre 400 indicatori
Rapporto qualità ambiente urbano SNPA/ISPRA, XV ed. (2019)Città124 città e 14 Città metropolitane
Portali ARPA regionaliCentraline localiDati per singola stazione, struttura variabile per regione
Rapporto Ambiente SNPA, ed. 2023Quadro nazionaleTendenze qualitative, senza cifre

Le fonti consultate non descrivono i formati di file né le condizioni di riutilizzo. Prima di scaricare o pubblicare i dati, verifica queste informazioni direttamente sulla pagina di ciascuna banca dati.

Domande frequenti

Il Rapporto Ambiente SNPA permette di sapere quale città ha l’aria più pulita?

No. Il Rapporto Ambiente SNPA (edizione 2023, presentato nel 2024) descrive la tendenza nazionale, con l’aria in lento miglioramento soprattutto per il PM2,5. Non attribuisce valori ai singoli comuni, quindi da solo non permette di stabilire quale città sia più pulita.

Il rumore è stabile anche nella mia città?

Non necessariamente. La stabilità riguarda il quadro italiano complessivo, mentre i livelli acustici cambiano molto da un territorio all’altro. Conta anche il numero di controlli effettuati: campioni piccoli o variabili da un anno all’altro possono spostare il risultato senza indicare un reale cambiamento.

Dove trovo dati su aria e rumore confrontabili tra città?

Il XV Rapporto SNPA/ISPRA (2019) copre 124 città e le 14 Città metropolitane. La banca dati areeurbane.isprambiente.it contiene oltre 400 indicatori su aria, rumore e mobilità, ed è il punto di partenza per confrontare i comuni.

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