Per confrontare il costo della vita tra le città italiane conviene partire da tre misure: l’indice Numbeo della città, la spesa mensile esclusa affitto per tipo di nucleo familiare e il potere d’acquisto del Paese rispetto ad altri Stati europei. Secondo i dati Numbeo ripresi da Sky TG24 (9 giugno 2026), Milano ha l’indice più alto d’Italia, pari a 74,8, mentre Roma si ferma a 60,5. L’Italia, con un indice di potere d’acquisto di circa 94, risulta sotto Germania e Svizzera.

Costo della vita: come si confrontano le città

Cosa indica il punteggio Numbeo

L’indice Numbeo è un punteggio sintetico: più è alto, più il costo della vita della città è elevato nella graduatoria. Non è un importo in euro, quindi non si può leggere come una spesa diretta.

  • Milano: indice 74,8, 37ª nella classifica europea.
  • Roma: indice 60,5, 133ª in Europa. Secondo la stessa fonte, costa il 19,1% in meno di Milano e gli affitti medi sono inferiori del 23,5%.

La differenza tra due punteggi indica la direzione del confronto. Per la spesa reale servono i valori in euro, trattati nella sezione successiva di questa guida.

Spesa mensile per persona sola e famiglia

La spesa mensile escluso affitto va sempre letta per profilo di nucleo familiare. I dati disponibili riguardano questi casi:

  • Persona sola, Milano: circa 1.037 € al mese.
  • Famiglia di 4 persone, Milano: circa 3.742 € al mese.
  • Famiglia di 4 persone, Roma: circa 3.023 € al mese.

Il confronto è valido solo tra profili identici: un dato per persona sola non si può mettere accanto a uno per famiglia di quattro. Per Roma, la fonte non riporta il dato per persona sola, quindi non è possibile un confronto diretto su quel profilo.

Potere d’acquisto: Italia rispetto a Germania e Svizzera

L’indice di potere d’acquisto misura quanto il reddito di un Paese permette di acquistare, in base ai prezzi locali. Valori più alti indicano maggiore potere d’acquisto.

PaeseIndice potere d’acquisto (Numbeo)
Italia94
Paesi Bassi139
Germania140
Danimarca149
Svizzera178

Con questi dati, l’Italia è 46 punti sotto la Germania e 84 punti sotto la Svizzera.

Costo della vita: come si confrontano le città

Milano, Roma, Napoli: quanto cambia la spesa

Per misurare la spesa reale in una città servono tre voci distinte: il costo mensile di una famiglia, il prezzo del paniere alimentare e la Tari, la tassa comunale sui rifiuti. I dati disponibili coprono però solo una parte di questo quadro, e non tutti hanno la stessa data né lo stesso perimetro.

Spesa mensile di una famiglia di 4 persone

Napoli non compare in questo dato.

CittàSpesa mensile famiglia di 4 persone (affitto escluso)
Milanocirca 3.742 €
Romacirca 3.023 €

Lo scarto è di circa 719 € al mese, calcolato come differenza tra i due importi.

Paniere alimentare

Un’indagine Codacons del 2022, riportata da Il Giornale nel gennaio 2022, stima il paniere alimentare a 99,24 € a Milano e a 67,58 € a Napoli. Il costo milanese risulta superiore del 47%. Roma non è inclusa in questa rilevazione.

Tari annua

La Tari annua più alta della fonte è quella di Napoli, pari a 507,96 €. Il confronto di riferimento è con Trento, dove la tassa è di 205 €. La fonte non riporta importi Tari per Milano o Roma, quindi su questo punto il confronto a tre non è possibile.

Casa: come confrontare prezzi e affitti tra capoluoghi

Il costo dell’abitazione in una città si misura su due voci distinte: il prezzo al metro quadro per chi compra e il canone per chi affitta. I dati disponibili per questo confronto sono limitati. La scheda dei fatti contiene valori solo per alcuni capoluoghi, quindi di seguito ogni dato è riportato con il suo perimetro preciso.

Prezzo medio al metro quadro per capoluogo

Le quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate (Osservatorio del Mercato Immobiliare) indicano i valori al metro quadro per abitazioni, box, negozi, uffici e capannoni. Quelle del primo semestre 2026 sono consultabili sul sito dell’Agenzia. Per confrontare due capoluoghi:

  • scegliere la stessa tipologia, per esempio le abitazioni;
  • usare lo stesso semestre per tutti i comuni;
  • riportare il valore al metro quadro di ciascun capoluogo in una tabella, indicando sempre la fonte e il periodo.

La scheda non contiene un prezzo medio al metro quadro per capoluogo, quindi questa sezione non ne riporta alcuno.

Affitto medio: Roma inferiore del 23,5 per cento

Secondo Numbeo, ripreso da Sky TG24 nel giugno 2026, gli affitti a Roma sono in media inferiori del 23,5%. La stessa fonte mette questo dato accanto al confronto con Milano, quindi il 23,5% va letto come differenza rispetto a Milano. La scheda non riporta l’importo assoluto del canone né in una città né nell’altra.

Incidenza dell’affitto sul budget mensile

L’incidenza indica quale quota della spesa mensile totale va al canone. Si calcola così: canone mensile diviso spesa mensile totale, moltiplicato per 100. La spesa totale è la somma della spesa senza affitto e del canone.

Le basi di spesa senza affitto disponibili nella scheda sono:

Voce (Numbeo, affitto escluso)MilanoRoma
Indice del costo della vita74,860,5
Spesa mensile, famiglia di 4 persone3.742 €3.023 €
Posizione nella classifica europea37ª133ª

Con questi valori, per una famiglia di 4 persone a Roma l’incidenza del canone dipende interamente dall’importo del canone stesso: se il canone fosse A euro, l’incidenza sarebbe A ÷ (3.023 + A) × 100. Per un calcolo reale serve il canone effettivo dell’immobile considerato, che va rilevato sugli annunci o sui contratti della zona di interesse.

Quotazioni OMI: come leggerle per zona

I dati qui citati provengono da un articolo di una testata specializzata, non dal portale ufficiale: per i valori da citare conviene sempre risalire alla banca dati dell’Agenzia.

Fonte, periodicità e tipologie

  • Osservatorio del Mercato Immobiliare: banca dati pubblica dell’Agenzia delle Entrate.
  • Periodicità semestrale: i valori vengono aggiornati ogni semestre e coprono l’intero territorio nazionale.
  • Tipologie previste: abitazioni, box, negozi, uffici, capannoni e altre tipologie.

Il valore è sempre espresso al metro quadro e riguarda una specifica tipologia. Un appartamento, un box e un negozio hanno quotazioni distinte, quindi non vanno messi a confronto tra loro.

Come si legge una zona

Ogni comune è suddiviso in zone OMI. Per leggere il mercato di un quartiere, il metodo è questo:

  1. Individuare la zona OMI in cui ricade l’area di interesse, usando la mappa del portale.
  2. Scegliere la tipologia corretta, ad esempio abitazioni per un confronto residenziale.
  3. Selezionare il semestre di riferimento e leggere il valore per metro quadro.
  4. Ripetere la stessa operazione per le altre zone.

Così il confronto resta omogeneo e i valori sono davvero comparabili.

Valore minimo e valore massimo

Per ogni zona e tipologia la quotazione non è un prezzo unico, ma un intervallo tra valore minimo e valore massimo al metro quadro. La distanza tra i due estremi indica quanto sono eterogenei gli immobili di quella zona: uno scarto ampio segnala un mercato più variabile, uno scarto ridotto un mercato più uniforme.

Per stimare l’ordine di grandezza di un immobile, si procede così:

  • valore minimo per superficie in metri quadri = estremo inferiore indicativo;
  • valore massimo per superficie in metri quadri = estremo superiore indicativo;
  • il punto medio tra i due risultati è una stima orientativa, non una valutazione.

Quotazioni OMI: come leggerle per zona

Nord e Sud: dove si vive con meno?

Le fonti disponibili non permettono di stabilire in modo definitivo se il Sud costi meno del Nord, perché misurano voci di spesa diverse e non forniscono redditi regionali. Due confronti concreti indicano però una direzione: il paniere alimentare analizzato da Codacons nel 2022 è più caro a Milano che a Napoli, mentre la Tari annua di Napoli è la più alta tra le città citate. Il quadro complessivo dipende quindi dalla voce di spesa che si considera.

Divario di costo tra macroaree

Il confronto seguente usa una città per macroarea, quindi non rappresenta una media regionale.

VoceNordSudFonte e data
Paniere alimentareMilano: 99,24 €Napoli: 67,58 €Codacons, 2022
Differenza sul paniere+47% a Milano—Codacons, 2022
Tari annuaTrento: 205 €Napoli: 507,96 €Codacons, 2022

Nel paniere alimentare Napoli costa meno di Milano, mentre la Tari è più alta a Napoli che a Trento. Sono dati di un’unica indagine del 2022 e riguardano due sole città, quindi vanno letti come indicazioni puntuali e non come tendenza nazionale.

Differenze di reddito tra Nord e Sud

Le fonti disponibili non contengono redditi medi per regione, quindi non è possibile quantificare il divario di reddito tra regioni settentrionali e meridionali. L’unico indicatore di potere d’acquisto presente è quello nazionale di Numbeo, pari a circa 94 per l’Italia, inferiore a quello di Germania (140) e Paesi Bassi (139). Questo valore riguarda il Paese nel suo insieme e non separa le aree geografiche.

Per valutare il reddito a livello locale occorre consultare le statistiche pubbliche regionali sul reddito disponibile e confrontarle con l’indice di costo della vita della stessa area, così da mettere in rapporto potere d’acquisto e spesa.

Costo della vita nei comuni di piccole dimensioni

Nessuna fonte della scheda riporta indici o tariffe per comuni piccoli. Il metodo corretto è verificare la Tari del singolo comune nel suo regolamento o nella delibera tariffaria, perché è fissata localmente e non segue la media della città capoluogo.

Clima, servizi e trasporti contano nel confronto?

L’indice del costo della vita misura solo la componente economica. Secondo Numbeo, ripreso da Sky TG24, Milano ha un indice di 74,8 e Roma di 60,5, ma questi valori non dicono nulla sulle giornate di pioggia, sull’accesso ai servizi o sul tempo di spostamento quotidiano. Per una scelta di residenza servono quindi altri criteri, da verificare separatamente per ogni città.

Clima

Il confronto climatico si basa su due indicatori: la temperatura media annua e il numero di giorni di pioggia. Conviene prendere le serie climatologiche ufficiali della stazione più rappresentativa di ciascun comune, e non valori medi regionali, che possono nascondere differenze importanti tra costa, pianura e collina. Un’altra verifica utile riguarda il periodo di riferimento: confrontare due città su trent’anni di dati o su un solo anno può dare risultati molto diversi.

Servizi sanitari e scolastici

Per i servizi conviene contare la distanza, in minuti, dal pronto soccorso più vicino e dal presidio ospedaliero di riferimento, poi verificare la presenza di medici di base e pediatri nel comune. Per la scuola, il criterio pratico è il numero di istituti di ogni ordine (infanzia, primaria, secondaria) entro un raggio raggiungibile a piedi o in bici.

Trasporto pubblico e pendolarismo

Il dato più utile è il tempo di pendolarismo casa-lavoro nelle ore di punta, misurato con il percorso reale e non con la distanza in linea d’aria. Va inoltre controllata la frequenza delle linee nei giorni feriali e nei fine settimana, perché un servizio che passa ogni 10 minuti in centro può diventare molto rado in periferia.

Quali dati usare per scegliere dove vivere?

Per confrontare due città prima di decidere, conviene consultare le fonti pubbliche sempre nello stesso ordine, perché ciascuna copre un perimetro diverso. Nessun indicatore basta da solo: il costo della vita non basta a descrivere i prezzi immobiliari, e le quotazioni della casa non dicono nulla sui servizi o sul clima.

Checklist delle fonti da incrociare

  • Costo della vita: indici comparativi che indicano la data di pubblicazione e il tipo di nucleo considerato (persona sola o famiglia di 4 persone, affitto incluso o escluso).
  • Paniere di spesa: indagini di associazioni di consumatori, come quella di Codacons del 2022, che misurano voci precise (paniere alimentare, Tari) e non il costo complessivo della vita.
  • Mercato immobiliare: quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate.
  • Servizi e trasporti: dati dei comuni e delle regioni, da verificare direttamente sui loro siti istituzionali.

Ordine di lettura: costo, casa, servizi, clima

  1. Costo: fissare un budget mensile di riferimento per il proprio nucleo, perché gli indici aggregati non tengono conto della composizione della famiglia.
  2. Casa: confrontare i valori al metro quadro per la tipologia che interessa, non un valore medio generico.
  3. Servizi: verificare la disponibilità reale di scuole, sanità e trasporti nel quartiere scelto, dopo aver filtrato le città con il costo più adatto.
  4. Clima: controllare per ultimo, sulla base dei dati ufficiali della località, così da restringere la scelta solo a città già compatibili con il budget.

Limiti dei dati: aggiornamento, perimetro e fonte

FonteCosa misuraAggiornamentoLimite principale
Indagine CodaconsPaniere alimentare e TariAnno 2022Dato datato, copre solo le voci indicate
Quotazioni OMIValori al metro quadro per abitazioni, box, negozi, uffici, capannoniOgni semestre (primo semestre 2026 disponibile)Perimetro limitato alle tipologie elencate
Articolo di testata su dati Numbeo (Sky TG24)Indici del costo della vitaPubblicato il 9 giugno 2026Rielaborazione di un dato originale, da verificare alla fonte

Domande frequenti

Perché l’indice Numbeo non indica quanto si spende in euro?

L’indice Numbeo è un punteggio relativo che colloca ogni città su una scala comparativa, quindi serve a capire la posizione di una città rispetto alle altre. Per stimare una spesa reale bisogna usare la spesa mensile esclusa affitto per profilo familiare, che la fonte esprime in euro.

Posso confrontare Roma e Milano per una persona che vive sola?

No, con i dati disponibili il confronto diretto non è possibile: per Milano la spesa mensile di una persona sola è di circa 1.037 €, mentre per Roma la fonte non riporta questo valore. Il confronto funziona invece per una famiglia di 4 persone, con 3.742 € a Milano e 3.023 € a Roma, cioè circa 719 € di differenza al mese, affitto escluso.

I dati Codacons del 2022 sono ancora utili per confrontare Napoli e Milano?

Sono utili solo come indicazione di struttura dei costi, perché risalgono al 2022 e i prezzi nel frattempo sono cambiati. Il paniere alimentare rilevato allora era di 99,24 € a Milano e 67,58 € a Napoli, mentre la Tari annua più alta era quella di Napoli, con 507,96 €, contro i 205 € di Trento.