Il rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico indica che, nell’edizione 2021, il 94% dei comuni italiani risultava esposto a frane, alluvioni o erosione costiera. Nello stesso periodo 2017-2021, la superficie a rischio è aumentata del 4% per le frane e del 19% per le alluvioni.

Quanto è esposta l’Italia al dissesto?

Percentuale di comuni esposti nel rapporto ISPRA 2021

Il dato del 94% indica che quasi tutti i comuni hanno almeno un’area classificata a rischio per uno dei tre fenomeni considerati: frane, alluvioni o erosione costiera. La fonte non separa il valore per tipologia, quindi non è possibile stabilire quanti comuni siano esposti a un solo fenomeno o a più fenomeni contemporaneamente.

Indicatore (edizione 2021)ValoreFonte citata
Comuni esposti a frane, alluvioni o erosione costiera94%ISPRA 2021, tramite LaPresse (2022-03-09)
Superficie a rischio frane, variazione 2017-2021+4%ISPRA 2021, tramite LaPresse (2022-03-09)
Superficie a rischio alluvioni, variazione 2017-2021+19%ISPRA 2021, tramite LaPresse (2022-03-09)

Superficie a rischio: variazione 2017-2021

Le due percentuali misurano la crescita relativa della superficie classificata a rischio rispetto al 2017, non l’estensione assoluta in chilometri quadrati, che la fonte non riporta. L’aumento per le alluvioni (+19%) è quasi cinque volte quello per le frane (+4%), quindi la variazione più marcata riguarda le aree esposte alle inondazioni.

La fonte non spiega le cause di questi incrementi. Un aumento dell’area classificata a rischio può derivare da nuove mappature o da modifiche dei criteri di perimetrazione, ma i dati disponibili non permettono di distinguere tra queste ipotesi.

Edizione 2024 ISPRA: fonte e aggiornamenti previsti 2026

Il rapporto 2024 ha come titolo «Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio» ed è pubblicato come Rapporti 415/2025 (ISBN 978-88-448-1273-7), solo in formato elettronico. Aggiorna la mappa nazionale di pericolosità da frana derivata dai Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e tratta anche gli indicatori di rischio, le variazioni costiere e le valanghe.

Le mappe di pericolosità e di rischio alluvioni, aggiornate ai sensi della Direttiva Alluvioni, sono previste per il 2026. La scheda dei fatti non riporta valori percentuali per l’edizione 2024, quindi i confronti numerici disponibili restano quelli dell’edizione 2021.

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Come funziona la classificazione sismica dei comuni

La classificazione sismica italiana non è decisa da un unico ente per ogni comune. Discende da una catena di atti nazionali e regionali. Il punto di partenza è l’OPCM 3274 del 20 marzo 2003. Successivamente, l’OPCM 3519 del 28 aprile 2006 ha chiesto a Regioni e Province autonome di aggiornare gli elenchi comunali assegnando a ciascun comune la propria zona sismica.

Il meccanismo si articola su due livelli:

  • il livello nazionale definisce il quadro normativo e il riferimento tecnico comune;
  • il livello regionale adotta gli elenchi aggiornati e colloca ogni comune nella zona di competenza.

Il riferimento tecnico è la mappa di pericolosità sismica dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). La mappa descrive la pericolosità del territorio. L’attribuzione formale della zona, però, avviene con gli elenchi che Regioni e Province autonome approvano su quella base.

Il ruolo delle Regioni

Regioni e Province autonome sono le autorità che aggiornano gli elenchi. Il caso del Trentino mostra come questo si traduce in pratica. La delibera della Giunta provinciale n. 1937 del 20 ottobre 2023, in vigore dal 15 gennaio 2024, colloca 4 comuni in zona 2 (Ala, Avio, Sagron Mis, Vallarsa), 147 in zona 3 e 15 in zona 4, per un totale di 166 comuni.

Gli atti di riferimento

AttoDataContenuto
OPCM 327420 marzo 2003Base della classificazione sismica nazionale
OPCM 351928 aprile 2006Richiesta a Regioni e Province autonome di aggiornare gli elenchi comunali per zona
Delibera GP Trento n. 193720 ottobre 2023, in vigore dal 15 gennaio 2024Attribuzione di 166 comuni trentini alle zone 2, 3 e 4

Fonte degli atti: Provincia autonoma di Trento, 2023.

Zone sismiche 1, 2, 3 e 4: cosa cambia

Le quattro zone sismiche indicano il livello di pericolosità attribuito a un comune, dalla zona 1 (la più esposta) alla zona 4 (la meno esposta). La scheda di riferimento non riporta i valori di accelerazione di riferimento associati a ciascuna zona, quindi questa sezione non indica cifre: per il calcolo strutturale occorre consultare la documentazione tecnica ufficiale vigente, che fissa i parametri da applicare.

Progettazione: cosa cambia tra le zone

  • Zona sismica: determina il livello di azione sismica da considerare nel calcolo della struttura. Più il numero di zona è basso, più il progetto deve tenere conto di sollecitazioni elevate.
  • La differenza operativa si traduce in verifiche tecniche diverse, che dipendono dalla zona assegnata e dalla tipologia di opera.

Controlli e autorizzazioni per zona

La fiche documenta un caso concreto con il Trentino.

ZonaComuni (Trentino, delibera 1937/2023)Requisito indicato nella fiche
Zona 24 (Ala, Avio, Sagron Mis, Vallarsa)Autorizzazione tecnica preventiva per le opere di pubblica utilità
Zona 3147Nessun requisito specifico descritto nella fiche
Zona 415Nessun requisito specifico descritto nella scheda

Nel caso trentino, per un’opera di pubblica utilità in zona 2 il passaggio preliminare è ottenere l’autorizzazione tecnica preventiva. In altre Regioni occorre verificare la normativa locale.

Zona 4: regole meno stringenti e casi particolari

La zona 4 è la classe a pericolosità più bassa. La scheda dei fatti non descrive requisiti specifici per la zona 4: chi progetta deve verificare le prescrizioni della normativa tecnica applicabile. Il caso particolare più rilevante è che la classificazione è di competenza regionale o provinciale. Un comune può cambiare zona con un aggiornamento dell’elenco, quindi la classificazione valida è quella in vigore alla data della pratica.

Come verificare frane e alluvioni nel proprio comune?

Per sapere se un comune ricade in un’area a rischio idrogeologico, bisogna consultare le mappe di pericolosità adottate dalle Autorità di bacino e dalle Regioni. Per il dettaglio di un singolo territorio serve la cartografia locale.

Frane: i Piani di Assetto Idrogeologico

I PAI delimitano le aree in frana e le classificano per livello di pericolosità. Procedura:

  1. Individuare il bacino idrografico in cui si trova il comune e l’ente competente (Autorità di bacino o Regione).
  2. Aprire il PAI vigente e cercare la sezione dedicata alla pericolosità da frana.
  3. Sovrapporre la mappa all’indirizzo di interesse, usando la cartografia comunale o il catasto.
  4. Leggere la legenda: ogni colore o sigla corrisponde a una classe di pericolosità.

Alluvioni: i Piani di gestione del rischio alluvioni

I piani di gestione del rischio alluvioni (PGRA) sono adottati per distretto idrografico e includono mappe di pericolosità alluvionale. La consultazione segue la stessa logica: si individua il distretto del comune, si apre la mappa e si confronta l’area di interesse con la legenda. Le mappe possono indicare aree diverse da quelle dei PAI, quindi vanno controllate entrambe.

Tipo di rischioStrumentoChi lo pubblica
FranePiani di Assetto IdrogeologicoAutorità di bacino o Regione
AlluvioniPiani di gestione del rischio alluvioni e mappe di pericolositàAutorità di bacino distrettuale
Frane (quadro nazionale)Mappa nazionale di pericolosità da franaISPRA, derivata dai PAI

Portali regionali e Geoportale nazionale

Il Geoportale nazionale consente di visualizzare in un’unica interfaccia cartografie di più enti. I portali regionali possono offrire una consultazione più dettagliata sul singolo comune, con sovrapposizione dei layer e ricerca per indirizzo. Conviene partire dal portale regionale e usare il Geoportale per il confronto a livello nazionale.

Come verificare frane e alluvioni nel proprio comune?

Rischio sismico e idrogeologico: pericolosità o rischio?

Nel linguaggio comune «pericolo» e «rischio» sono spesso usati come sinonimi, ma nelle analisi territoriali indicano grandezze diverse. Un comune può avere pericolosità elevata e rischio basso, se pochi elementi esposti si trovano nell’area del fenomeno, oppure il contrario. Per confrontare due località bisogna quindi sapere quale grandezza è riportata in ciascun indicatore.

Tre concetti distinti

  • Pericolosità: probabilità che un fenomeno naturale di data intensità si verifichi in una certa area e in un certo intervallo di tempo. Riguarda il fenomeno, non le persone o i beni presenti.
  • Esposizione: numero e tipo di elementi presenti nell’area interessata, come abitanti, edifici, infrastrutture e attività economiche.
  • Vulnerabilità: grado di danno atteso su quegli elementi, che dipende dalle caratteristiche costruttive, dalla manutenzione e dalla capacità di risposta.
GrandezzaDomanda a cui rispondeEsempio
PericolositàQuanto è probabile il fenomeno?Versante con movimenti franosi censiti
EsposizioneQuali elementi sono nell’area?Edifici e residenti nella fascia di frana
VulnerabilitàQuanto danno subirebbero?Edifici con struttura meno resistente

Come si combinano

La formula concettuale del rischio è: rischio = pericolosità × esposizione × vulnerabilità. Ne deriva che, a parità di pericolosità, un’area con molti residenti e costruzioni fragili ha un rischio maggiore. Se l’esposizione è nulla, il rischio è nullo anche con pericolosità alta, come accade su versanti disabitati.

Gli indicatori ISPRA

Il rapporto ISPRA 2024, già descritto sopra, include indicatori di rischio. Dalla scheda disponibile non risultano i dettagli di calcolo di ciascun indicatore: la formula operativa va verificata direttamente nel documento.

Per il sismico il riferimento è diverso: la classificazione in zone si basa sull’OPCM 3274 del 20 marzo 2003 e sull’OPCM 3519 del 28 aprile 2006, con la mappa di pericolosità sismica dell’INGV come base tecnica. Si tratta quindi di una mappa di pericolosità, non di rischio.

Quali regioni hanno più abitanti esposti?

Il confronto regionale della scheda si basa sull’edizione 2021 del rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico. In quell’edizione circa 1,3 milioni di abitanti vivevano in aree a rischio frane e quasi 7 milioni in aree a rischio alluvioni, per un totale superiore a 8 milioni. Le tre regioni con più residenti esposti erano le seguenti.

AmbitoAbitanti in aree a rischio (dati 2021)
Emilia-Romagnaquasi 3 milioni
Toscanaoltre 1 milione
Campaniaoltre 580mila
Totale nazionale (frane e alluvioni)più di 8 milioni

I valori regionali sono espressi come soglie («quasi», «oltre»), non come cifre esatte. La scheda non indica la ripartizione per tipo di rischio a livello regionale, quindi il dato non permette di stabilire se l’esposizione dipenda più dalle frane o dalle alluvioni in ciascuna regione. Il confronto va letto come classifica dell’esposizione complessiva.

Per l’edizione 2024 la scheda non fornisce conteggi regionali aggiornati della popolazione. Le cifre sopra restano quindi quelle del 2021.

Cosa pesa su prezzi e scelta della casa?

Il rischio idrogeologico e quello sismico incidono sul prezzo in modo indiretto. Il rischio idrogeologico e quello sismico possono incidere sul prezzo, ma la scheda non fornisce dati che quantifichino l’effetto. Il confronto tra comuni va costruito su più livelli, non solo sul prezzo al metro quadro. Il confronto tra comuni va quindi costruito su più livelli, non solo sul prezzo al metro quadro.

Dimensione del fenomeno

L’edizione 2021 del rapporto stimava il 94% dei comuni esposto a frane, alluvioni o erosione costiera, con più di 8 milioni di abitanti in aree a rischio. Dal 2017 la superficie a rischio cresceva del 4% per le frane e del 19% per le alluvioni. Poiché il rischio è diffuso, la sua sola presenza non spiega da sola una differenza di prezzo tra due comuni.

Dati sulle compravendite

La scheda di riferimento non contiene serie di compravendite per comune, quindi questa sezione non riporta prezzi medi. Per confrontare il mercato locale conviene:

  • confrontare immobili dello stesso tipo, superficie ed epoca di costruzione all’interno della stessa zona di rischio;
  • separare il valore dell’area dal valore del fabbricato, perché la pericolosità pesa in modo diverso sui due;
  • verificare se le compravendite recenti riguardano immobili simili o sono influenzate da fattori come la posizione o il piano.

Informazione e assicurazione dell’acquirente

La scheda non descrive obblighi legali specifici per l’acquirente, quindi non se ne indicano qui. In pratica, prima dell’acquisto è utile chiedere al venditore e al comune la classificazione sismica e idrogeologica dell’area, e verificare con un professionista (notaio o tecnico) quali documenti siano disponibili. Anche la disponibilità e il costo di una copertura assicurativa contro i danni da frana, alluvione o terremoto vanno richiesti prima della firma, perché possono incidere sul costo annuo di possesso.

Confronto tra comuni in zone sismiche diverse

Il Trentino offre un esempio di come la classificazione sia definita a livello regionale. Nel caso trentino i comuni si ripartiscono così:

Zona sismicaNumero di comuniEsempi
Zona 24Ala, Avio, Sagron Mis, Vallarsa
Zona 3147—
Zona 415—

Il totale è di 166 comuni. Un confronto tra comuni in zone diverse va quindi fatto considerando anche i vincoli di zona, oltre al prezzo.