Per sapere quanto dista davvero il pronto soccorso dal proprio comune non basta misurare la strada fino all’indirizzo più vicino su una mappa. Bisogna individuare la struttura che eroga effettivamente il servizio di pronto soccorso, verificarne gli orari e distinguerla dagli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Anche i dati ufficiali mostrano che la prossimità geografica non coincide sempre con un accesso adeguato alle cure.

Quanto dista davvero il pronto soccorso dal tuo comune?

Individuare il pronto soccorso più vicino a un comune

Il metodo più affidabile procede in quattro passaggi:

  1. Per una valutazione personale, individua sulla mappa le strutture più vicine alla propria residenza; per confrontare più comuni usa invece lo stesso punto di partenza per tutti.
  2. Verifica sul sito della ASL o della Regione di competenza che ciascuna struttura sia classificata come pronto soccorso e non come ambulatorio o altro servizio.
  3. Controlla gli orari di apertura del servizio, perché una struttura può essere attiva solo in determinate fasce.
  4. Simula il percorso con il mezzo che useresti davvero.

Servizi di guardia medica e punto di primo intervento

Nel territorio sono presenti servizi diversi dal pronto soccorso. La guardia medica gestisce richieste di assistenza non urgente, spesso fuori dall’orario degli studi medici. Il punto di primo intervento è una struttura con funzioni di primo soccorso che non coincide con un pronto soccorso completo: prima di scegliere la destinazione, va verificato quale servizio offre effettivamente.

Il quadro del sistema sanitario considera anche altre strutture come alternative. Secondo Agenas, riportato da Quotidiano Sanità nel 2024, le Case di Comunità e i CAU, previsti dal DM 77/2022 nell’ambito del PNRR, sono indicati come leva per ridurre gli accessi impropri e le aree scoperte. Nel comune di residenza conviene quindi censire anche questi presìdi, oltre al pronto soccorso.

Perché il PS più vicino non sempre è adatto

La vicinanza non garantisce un accesso appropriato per due motivi. Il primo riguarda l’uso del servizio: nel 2023 gli accessi al pronto soccorso sono stati 18,27 milioni, e circa il 22% è stato giudicato improprio (Quotidiano Sanità su dati Agenas, 2024). Un’elevata quota di accessi non urgenti indica che il servizio più vicino può essere congestionato o non il canale giusto per il problema.

Il secondo riguarda la misura dei tempi. Nel 2023 il 94% dei pazienti è stato preso in carico entro 30 minuti e il 99% entro 45 minuti (Quotidiano Sanità su dati Agenas, 2024). Si tratta di un indicatore di presa in carico, distinto dalla distanza: misura il tempo dall’arrivo alla gestione del paziente, non il tragitto da casa. Per valutare l’accesso reale al pronto soccorso occorrono entrambi i dati, distanza e presa in carico.

Quanto dista davvero il pronto soccorso dal tuo comune?

Come si misura la distanza: chilometri o minuti?

Esistono due modi principali per quantificare quanto un comune sia lontano da un pronto soccorso: la distanza in linea d’aria e la distanza o il tempo sul percorso stradale. Sono misure diverse e portano a conclusioni diverse, soprattutto nelle aree interne e montane.

MetodoCosa misuraLimite principale
Linea d’aria (in km)Distanza geometrica tra due coordinateIgnora strade, ponti, curve e rilievi
Percorso stradale (in km)Lunghezza della strada da percorrereNon dice quanto tempo serve per percorrerla
Tempo di guida (in minuti)Durata stimata del tragitto, con velocità medie per tipo di stradaDipende dall’orario, dal mezzo e dalle condizioni del momento

Distanza lineare contro percorso effettivo

La distanza in linea d’aria è utile per un primo confronto rapido, ma sottostima sempre la distanza reale: non esiste una strada che segua la retta tra due punti. Due comuni alla stessa distanza geometrica da un pronto soccorso possono avere percorsi molto diversi, se uno è collegato da una statale a due corsie e l’altro da strade provinciali tortuose.

Il percorso effettivo si ottiene calcolando l’itinerario sulla rete stradale con un servizio di routing online, indicando il punto di partenza (di solito il centro del comune o la frazione più popolata) e la destinazione (l’ingresso del pronto soccorso). Per un confronto corretto conviene:

  • usare sempre lo stesso punto di partenza per tutti i comuni confrontati;
  • indicare il mezzo (auto);
  • annotare sia i chilometri sia il tempo stimato.

Isocrone e tempo di guida in condizioni normali

Un’isocrona è una linea che unisce tutti i punti raggiungibili in un determinato tempo di guida a partire da un punto di partenza. Permette di vedere a colpo d’occhio quali territori rientrano in una soglia di tempo, anziché misurare una singola tratta.

Il tempo di guida stimato dai servizi di routing corrisponde di norma a condizioni di traffico ordinario. Per un confronto stabile:

  • verificare il tempo in una fascia oraria non di punta;
  • considerare che il tempo reale può crescere in presenza di lavori, nevicate o eventi;
  • trattare il dato come una stima, non come un tempo garantito.

Effetto di orografia, montagna e strade a scorrimento lento

Il rilievo modifica il rapporto tra chilometri e minuti. In zona montana o collinare:

  • le strade seguono valli e crinali, con percorsi più lunghi rispetto alla distanza geometrica;
  • le velocità medie scendono per pendenze, curve strette e tratti a una sola corsia;
  • le strade a scorrimento lento (provinciali, strade locali, tratti non separati) hanno tempi più lunghi di quelli stimati sulla base della sola lunghezza.

Per questo motivo il tempo di guida è più informativo dei soli chilometri quando si confrontano comuni con morfologia diversa. Il dato va però letto insieme al tipo di strada: un tempo breve su una tratta molto tortuosa può nascondere una percorrenza più impegnativa di quanto suggerisca il numero.

Quanti italiani non raggiungono un PS in 30 minuti?

Secondo i dati Agenas riportati da Quotidiano Sanità nel 2024, 3,4 milioni di persone in Italia non raggiungono un pronto soccorso entro 30 minuti. Il dato corrisponde al 5,8% della popolazione nazionale. Il numero assoluto indica quante persone sono coinvolte, mentre la percentuale indica il peso del fenomeno rispetto al totale. Le due misure vanno lette insieme, perché una variazione del numero assoluto non produce automaticamente una variazione della quota: anche la popolazione di riferimento può cambiare.

Per il secondo livello di distanza, la fonte indica circa 86mila persone che non raggiungono un pronto soccorso nemmeno entro un’ora.

Soglia di percorrenza dal PSPersone coinvolte
Oltre 30 minuticirca 3,4 milioni (5,8% della popolazione)
Oltre 1 oracirca 86mila

Quando si confrontano dati simili, conviene verificare tre elementi:

  • Unità di misura: persone, comuni o superficie. Il dato di 3,4 milioni riguarda le persone.
  • Denominatore: la quota è calcolata sulla popolazione nazionale, non su una singola regione o su un’area interna.
  • Anno e fonte: i dati si riferiscono al 2023 e sono stati riportati nel 2024 da Quotidiano Sanità su dati Agenas.

Le regioni dove l’ospedale è più lontano

Le regioni più penalizzate per la distanza dal pronto soccorso (PS) sono Valle d’Aosta, Basilicata, Trentino-Alto Adige, Calabria e Sardegna. Il Molise risulta penalizzato in misura minore. La fonte è l’analisi Agenas riportata da Quotidiano Sanità nel 2024. Non fornisce una percentuale per ogni regione: l’unico valore regionale esplicito riguarda la Basilicata.

  • Basilicata: il 32,5% delle aree interne a oltre 30 minuti dal PS riguarda solo questa regione.
  • Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Calabria, Sardegna: compaiono nella lista delle più penalizzate, senza un valore percentuale associato nella fonte disponibile.
  • Molise: penalizzazione presente ma inferiore a quella del gruppo di testa.

Il 32,5% va letto come quota delle aree interne oltre 30 minuti, cioè un indicatore territoriale. Non è una quota di popolazione. A livello nazionale, 3,4 milioni di persone (5,8%) non raggiungono un PS entro 30 minuti e circa 86mila non lo raggiungono entro un’ora. Il dato sulla presa in carico entro 30 minuti (94% nel 2023) non va usato per stabilire quali regioni siano più lontane dall’ospedale.

Per confrontare le regioni occorre usare lo stesso indicatore per tutte. Con le sole informazioni disponibili, una graduatoria numerica completa non è possibile.

Aree interne: come lo Stato definisce i comuni lontani

La Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) non classifica i comuni in base alla sola distanza geografica, ma in base all’accesso ai servizi essenziali. Il riferimento è il comune polo, cioè un comune che offre insieme i servizi essenziali e al quale fanno riferimento i comuni circostanti. La distanza rilevante è quindi quella tra il comune e il polo più vicino, non quella tra il comune e il singolo servizio considerato isolatamente.

Il ruolo dei comuni polo

Un comune diventa polo quando riunisce più servizi essenziali nello stesso luogo. Per confrontare due comuni, l’informazione utile è sapere quale polo è raggiungibile e in quanto tempo, più che conoscere il numero di servizi presenti nel comune stesso.

Fasce definite dal tempo di percorrenza

Le fasce di distanza dipendono dal tempo di percorrenza verso il polo più vicino. Il metodo è il seguente:

  • individuare il polo più vicino per ciascun comune;
  • misurare il tempo di percorrenza stradale fino a quel polo;
  • assegnare il comune alla fascia corrispondente alle soglie della classificazione.

Le soglie vanno verificate sulla documentazione ufficiale della strategia prima di usare una fascia in una comparazione.

Il dato nazionale sulla distanza dal pronto soccorso, indicatore vicino a questa logica, riguarda 3,4 milioni di persone (5,8%) che non raggiungono un PS entro 30 minuti (Quotidiano Sanità su dati Agenas, 2024).

Limiti della classificazione nei comuni molto piccoli

La fascia basata sul tempo di percorrenza descrive la distanza, ma dice poco sulla qualità dell’accesso. Un esempio dai dati sul 118, riferiti alle ASL e non ai singoli comuni:

  • Il contesto territoriale pesa sui tempi. Per il 118 il target nazionale è di 18 minuti tra chiamata e arrivo sul posto. L’ASL di Vibo Valentia registra in media 35 minuti, la Giuliano Isontina 12 minuti. Le ASL più piccole tendono ad avere risultati peggiori (QuiFinanza su dati Agenas, 2025-11-27).

Aree interne: come lo Stato definisce i comuni lontani

Tempi del 118 e distanza dall’ospedale: sono la stessa cosa?

No. La distanza fisica tra un comune e il pronto soccorso più vicino non coincide con i tempi di intervento. Esistono almeno due indicatori distinti, misurati in modo diverso, che descrivono fasi differenti del percorso di cura.

Il primo è la presa in carico in pronto soccorso, cioè il tempo che passa tra l’arrivo del paziente in struttura e il momento in cui viene preso in carico. Nel 2023 il 94% dei pazienti è stato preso in carico entro 30 minuti e il 99% entro 45 minuti (dati Agenas, riportati da Quotidiano Sanità, 2024). Questo valore non misura la strada percorsa né il mezzo utilizzato.

Il secondo è il tempo di arrivo del 118, misurato dalla chiamata all’arrivo sul posto. Il target nazionale è di 18 minuti. I valori medi variano molto tra le aziende sanitarie locali: l’ASL di Vibo Valentia registra in media 35 minuti, quasi il doppio del target, mentre la Giuliano Isontina ne registra 12 (dati QuiFinanza su dati Agenas, 27 novembre 2025).

Il tempo 118 riguarda l’intervento sul territorio, la presa in carico riguarda ciò che accade dentro il pronto soccorso, e nessuna delle due descrive direttamente la distanza.

IndicatoreCosa misuraValore nella fonte
Presa in carico in pronto soccorsoTempo fino alla presa in carico del paziente94% entro 30 min e 99% entro 45 min (2023)
Tempo di arrivo del 118Dalla chiamata all’arrivo sul postoTarget nazionale: 18 min
Tempo 118, ASL di Vibo ValentiaMedia dell’ASL35 min
Tempo 118, Giuliano IsontinaMedia dell’ASL12 min

Dove trovare i dati per confrontare i comuni?

Per confrontare distanze e tempi di accesso ai pronto soccorso tra comuni servono tre tipi di dato: i tempi di accesso ai PS, la classificazione dei comuni per fasce di distanza e la popolazione comunale. I primi due dicono quanto il servizio è lontano, il terzo quante persone sono coinvolte. Le fonti non sono intercambiabili, perché ciascuna risponde a una domanda diversa.

Il riferimento per i tempi di accesso è il dataset Agenas, riportato nel 2024 da Quotidiano Sanità con i dati 2023. Per un confronto di distanza conviene usare l’indicatore sulle persone oltre soglia: 3,4 milioni di persone (5,8%) non raggiungono un PS entro 30 minuti, e circa 86mila non lo raggiungono entro un’ora. A livello regionale la fonte Agenas segnala un solo valore esplicito, quello della Basilicata (32,5%, riferito alle aree interne oltre 30 minuti dal pronto soccorso), da leggere come indicatore territoriale e non come quota di popolazione.

Le mappe SNAI (Strategia nazionale per le aree interne) classificano i comuni in fasce. La fonte è l’Agenzia per la Coesione Territoriale: fasce e soglie vanno consultate sulla sua documentazione ufficiale.

Per la popolazione si usano le serie comunali ISTAT. Il collegamento tra le fonti avviene tramite il codice ISTAT del comune, che permette di unire tempi, fasce e residenti senza errori di nome.

FonteCosa fornisceUso nel confronto
Agenas (dati 2023, riportati nel 2024)3,4 milioni di persone (5,8%) oltre 30 minuti dal PSMisura l’esposizione a livello nazionale e regionale
Agenas (stesso dataset)94% dei pazienti presi in carico entro 30 minutiIndicatore di presa in carico, non di distanza
SNAI (Agenzia per la Coesione Territoriale)Poli e fasce in base al tempo verso il polo più vicinoClassifica il comune rispetto ai servizi essenziali
ISTATPopolazione comunalePesa i comuni per numero di residenti

Cosa cambia per chi sceglie dove vivere?

Il tempo di accesso al pronto soccorso va valutato insieme al prezzo dell’immobile, non dopo. Nel 2023, secondo i dati Agenas riportati da Quotidiano Sanità, 3,4 milioni di persone (5,8% della popolazione) non raggiungevano un pronto soccorso entro 30 minuti, e circa 86mila non lo raggiungevano entro un’ora. La soglia dei 30 minuti è quindi un riferimento utile per confrontare i comuni, ma non una garanzia.

Verificare la distanza reale dal DEA più vicino

Misurare il tempo di percorrenza su strada, non la distanza in linea d’aria. Un comune può sembrare vicino su una mappa e trovarsi invece oltre un valico o su una strada di montagna. Controllare poi sull’elenco ufficiale della Regione o dell’ASL quale presidio ospedaliero risulta attivo, perché un nome di ospedale non indica sempre il servizio disponibile.

Valutare stagionalità e traffico turistico sui tempi

I dati disponibili non misurano l’effetto stagionale, quindi questa verifica va fatta sul campo. Nei comuni con forte afflusso turistico, il traffico nei fine settimana e nei mesi estivi può allungare il tempo di percorrenza rispetto alla bassa stagione. Il metodo è semplice: calcolare il percorso verso il pronto soccorso negli orari di punta in due periodi diversi dell’anno e confrontare i risultati.

Confrontare costo immobiliare con accessibilità sanitaria

Per ogni comune candidato, mettere in una stessa tabella il prezzo al metro quadro e i parametri di accesso sanitario:

CriterioCosa misurareRiferimento
Distanza dal PSTempo di percorrenza su strada, in bassa e alta stagioneSoglia di 30 minuti
Fascia SNAISe il comune è polo o quanto dista dal polo più vicinoClassificazione SNAI
CostoPrezzo medio al m² da compravendite recentiQuotazioni pubbliche italiane sui prezzi immobiliari (da verificare sulla fonte ufficiale)

Un prezzo più basso non compensa un tempo di accesso oltre la soglia dei 30 minuti, soprattutto se il comune rientra in una delle regioni più penalizzate per la distanza dal pronto soccorso: Valle d’Aosta, Basilicata, Trentino-Alto Adige, Calabria e Sardegna, e in misura minore il Molise.

Domande frequenti

Il dato sul 94% di pazienti presi in carico entro 30 minuti vuol dire che il mio comune è coperto?

No. Quel valore misura la presa in carico del paziente già arrivato al pronto soccorso, non la distanza dal comune di residenza. Per la distanza, i dati Agenas riportati da Quotidiano Sanità indicano che 3,4 milioni di persone (5,8%) non raggiungono un pronto soccorso entro 30 minuti.

Le regioni più penalizzate dalla distanza sono le stesse per tutti i comuni?

No. Il dato è aggregato a livello regionale, quindi non descrive il singolo comune: le regioni indicate come più svantaggiate sono Valle d’Aosta, Basilicata, Trentino-Alto Adige, Calabria e Sardegna, con il Molise in misura minore. Per il proprio comune serve verificare i dati territoriali di ASL o Regione, perché la media regionale può nascondere situazioni molto diverse tra aree interne e centri urbani.

Il tempo di risposta del 118 coincide con il tempo di percorrenza fino al pronto soccorso?

No. Il tempo di arrivo sul posto del 118 si calcola dalla chiamata fino all’arrivo dell’ambulanza, quindi non include il trasporto fino alla struttura. Il target nazionale è di 18 minuti, con valori molto diversi tra ASL: 35 minuti di media a Vibo Valentia e 12 minuti alla Giuliano Isontina (dati Agenas, 2025).