La matrice di pendolarismo è consultabile direttamente nel browser dati dell’Istat, senza passare per una pubblicazione in PDF. Per localizzarla servono tre elementi: la piattaforma, la sezione tematica e il nome esatto della tabella.
Cosa misura il pendolarismo casa-lavoro
La definizione Istat combina quattro criteri. Una persona viene conteggiata come pendolare solo se li soddisfa tutti insieme.
| Criterio | Condizione prevista dalla definizione |
|---|---|
| Condizione occupazionale | Occupato |
| Frequenza | Raggiungimento del luogo di lavoro abituale almeno tre giorni a settimana |
| Punto di partenza | Abitazione di residenza abituale, in cui la persona rientra ogni giorno |
| Destinazione | Luogo di lavoro abituale |
Il criterio della frequenza esclude chi raggiunge il luogo di lavoro meno di tre giorni a settimana. Il criterio del punto di partenza richiede che il tragitto inizi dalla casa di rientro quotidiano, e non dalla sede di lavoro o da altri luoghi.

Dove trovare i dati Istat per comune
La matrice di pendolarismo è consultabile direttamente nel browser dati dell’Istat, senza passare per una pubblicazione in PDF. Per localizzarla servono tre elementi: la piattaforma, la sezione tematica e il nome esatto della tabella.
| Elemento | Dove trovarlo | Contenuto |
|---|---|---|
| Browser dati | ESploraDati (Istat) | Accesso alle banche dati dell’istituto |
| Sezione | censpop | Dati del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni |
| Tabella | MATRICE_PEND | Matrice origine-destinazione degli spostamenti casa-lavoro |
| Documentazione | PDF allegato alla matrice | Nota metodologica di accompagnamento |
Il percorso di consultazione è il seguente:
- Aprire ESploraDati dal sito dell’Istat e individuare la sezione censpop.
- All’interno della sezione, selezionare la tabella
MATRICE_PEND. - Scegliere i comuni di origine e di destinazione che interessano, poi scaricare i dati nel formato proposto dal browser.
- Recuperare il PDF della nota metodologica pubblicato accanto alla matrice, da conservare insieme ai dati scaricati.
Come leggere la matrice origine-destinazione
La matrice di pendolarismo per lavoro pubblicata dall’Istat è una tabella a doppia entrata. Ogni riga e ogni colonna corrisponde a un comune, e ogni cella riporta quante persone si spostano per lavoro dal comune di riga verso il comune di colonna, oppure restano nello stesso comune. Per leggerla bisogna fissare prima il senso di righe e colonne, poi distinguere le celle che misurano i flussi tra comuni dalla diagonale, che riguarda chi lavora nel proprio comune.
Righe e colonne
- Righe: comune di residenza, cioè il punto di partenza dello spostamento quotidiano.
- Colonne: comune di lavoro, cioè la destinazione abituale.
Per un comune scelto, la riga indica quanti suoi residenti lavorano altrove. La colonna indica quante persone residenti altrove lavorano lì.
La diagonale
La diagonale è la cella in cui riga e colonna coincidono. Contiene i pendolari che lavorano nello stesso comune di residenza. Non sono spostamenti tra comuni, quindi vanno esclusi dal calcolo dei flussi, ma indicano quanta parte dei lavoratori trova occupazione sul territorio locale.
Il totale di una riga, diagonale inclusa, è il numero di pendolari residenti in quel comune (secondo la definizione Istat), non il totale degli occupati residenti.
Calcolo del saldo
Per ogni comune si calcolano tre valori, escludendo sempre la diagonale:
| Voce | Cosa si somma | Significato |
|---|---|---|
| Entrate | Colonna del comune, senza diagonale | Pendolari che arrivano da altri comuni |
| Uscite | Riga del comune, senza diagonale | Residenti che lavorano in altri comuni |
| Saldo | Entrate meno uscite | Positivo: più lavoratori in entrata che in uscita; negativo: il contrario |
Il saldo si ricava quindi come entrate meno uscite. Un saldo positivo indica che il comune attrae più lavoratori di quanti ne esporta verso altri comuni. Un saldo negativo indica che più residenti escono per lavorare di quanti ne entrano.
Quanti italiani fanno il pendolare?
La matrice di pendolarismo Istat permette di ricavare i totali nazionali, ma la scheda dei dati disponibile non riporta i valori aggregati.
Il totale nazionale si ottiene sommando tutte le celle della matrice. Occorre fare attenzione a un punto: il totale va calcolato in due versioni, una che include gli spostamenti interni e una che li esclude, e la scelta va dichiarata nel confronto con altre fonti.
Per la quota per ripartizione geografica, il procedimento è il seguente:
- raggruppare i comuni di origine per ripartizione geografica, usando una tabella di corrispondenza comune-ripartizione da reperire separatamente;
- sommare i pendolari di ogni ripartizione;
- dividere per il numero di occupati residenti nella stessa ripartizione, dato che deve provenire dallo stesso censimento per essere confrontabile.
Per la ripartizione tra comuni piccoli e grandi, la matrice non contiene da sola la classe dimensionale. Serve incrociarla con la popolazione residente di ciascun comune. Il confine tra piccoli e grandi comuni va scelto in modo esplicito e riportato accanto al risultato, perché cambia in modo sostanziale la lettura delle cifre.
Per ogni calcolo conviene annotare la versione della nota metodologica in PDF usata.
Pendolarismo e sistemi locali del lavoro
La matrice di pendolarismo per lavoro è stata usata da Istat per definire i sistemi locali del lavoro (SLL) 2021, cioè aggregazioni di comuni costruite sui flussi casa-lavoro e non sui confini amministrativi.
Criteri di aggregazione dei comuni in SLL
Gli SLL sono costruiti a partire dai flussi di pendolarismo; i criteri precisi di aggregazione sono descritti nella documentazione Istat e non sono ripresi qui.
Comune di riferimento e comuni di cintura
Per leggere la struttura di un SLL nella matrice:
| Ruolo | Come si individua nella matrice |
|---|---|
| Comune di riferimento (approccio operativo) | Destinazione (colonna) che riceve il maggior numero di pendolari, a scopo di lettura |
| Comuni di cintura (approccio operativo) | Origini (righe) con flussi verso quel comune |
Filtrare le righe con destinazione uguale al comune di riferimento e ordinarle per numero di pendolari permette di individuare i comuni di cintura più rilevanti.
Differenza tra SLL e confini amministrativi comunali
- Il confine comunale è un limite amministrativo fissato per legge. L’SLL è un perimetro funzionale, costruito sui movimenti reali dei lavoratori.
- Un SLL può includere più comuni. Il dato di un singolo comune descrive solo il territorio amministrativo, mentre il dato di SLL descrive il bacino in cui si muovono i lavoratori.
- Confrontare due città usando solo i dati comunali ignora i flussi che attraversano i confini.

Come confrontare due comuni?
Confrontare il numero assoluto di persone che si spostano per lavoro non è corretto, perché un comune più grande produce più spostamenti per effetto della sola dimensione. Il metodo consiste nel normalizzare i flussi sulla popolazione occupata, cioè rapportare ogni flusso al numero di occupati residenti.
Indicatori comparabili
Per due comuni bastano due indicatori:
- Quota di pendolari uscenti: pendolari che lasciano il comune per lavorare altrove, rapportati agli occupati residenti.
- Rapporto tra pendolari in entrata e occupati residenti: lavoratori che arrivano da altri comuni, rapportati agli occupati che vivono nel comune.
| Indicatore | Calcolo | Cosa misura |
|---|---|---|
| Quota di pendolari uscenti | pendolari uscenti / occupati residenti × 100 | Quanta forza lavoro residente si sposta verso altri comuni |
| Rapporto entrata/occupati residenti | pendolari in entrata / occupati residenti | Quanto lavoro esterno il comune attrae rispetto alla propria base occupata |
Si contano solo le destinazioni diverse dal comune di residenza per gli uscenti e le origini diverse dal comune di lavoro per gli entranti.
Verifica della dimensione dei comuni
Prima di confrontare i rapporti, controllare il denominatore. In un comune piccolo bastano pochi spostamenti per produrre una percentuale elevata. Se il numero di occupati residenti differisce di molto tra i due comuni, il confronto percentuale va letto insieme ai valori assoluti, altrimenti le due quote non sono direttamente paragonabili.
Limiti dei dati e anno di riferimento
La matrice fotografa la situazione al 31 dicembre 2021, data di riferimento del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Gli spostamenti casa-lavoro che contiene sono quelli di quell’anno. Un confronto con flussi più recenti, o con cambiamenti intervenuti dopo il 2021 in occupazione e residenza, va quindi trattato come confronto tra due fotografie di date diverse, non come una serie continua.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data di riferimento | 31/12/2021 |
| Pubblicazione della matrice | 2 ottobre 2025 |
| Ultimo aggiornamento della pagina | 3 novembre 2025 |
Popolazione coperta
La matrice include solo la popolazione residente in famiglie o convivenze. Le persone che non risultano né in una famiglia né in una convivenza sono escluse dal conteggio. Un flusso che non compare nella matrice non indica quindi assenza di pendolarismo: significa che quelle persone non rientrano nel perimetro della rilevazione. Questo limite incide soprattutto sulla lettura dei comuni con una quota rilevante di popolazione fuori da questi nuclei, e la fonte non quantifica l’esclusione.
Aggiornamento e nota metodologica
La pagina è stata aggiornata il 3 novembre 2025, quando è stata sostituita la nota metodologica in PDF per correggere un refuso a pagina 4. La documentazione disponibile non specifica l’entità della correzione. Per citazioni precise conviene quindi usare la versione attuale della nota e verificare sul sito Istat la data di aggiornamento indicata nella pagina.
Obsolescenza del dato
Il riferimento è il 2021. Prima di usare i dati per un confronto attuale, controllare sul sito Istat se sono disponibili rilevazioni più recenti sugli stessi temi, e dichiarare sempre l’anno di riferimento quando si riportano i valori.
Pendolarismo, casa e prezzi: cosa incrociare
Incrociare la matrice di pendolarismo Istat con i prezzi immobiliari permette di capire quanto costa abitare in un comune e lavorare in un altro. I prezzi di compravendita indicano il costo di accesso all’abitazione nei comuni coinvolti. Il confronto non dà una risposta diretta, ma rende leggibile il rapporto tra prezzo della casa e spostamento quotidiano.
Abbinamento dei comuni per codice Istat
La chiave di unione deve essere il codice Istat del comune, non il nome. Il nome può variare per grafia o per omonimia, mentre il codice identifica un solo comune.
Prezzi medi nei comuni di origine e destinazione
Per ogni comune di origine (dove vive chi si sposta) e di destinazione (dove lavora) si associa il prezzo medio al metro quadro, calcolato da dati di compravendita pubblici come quelli DVF. Entrambi i comuni devono usare lo stesso periodo e la stessa fonte, altrimenti il confronto mescola mercati diversi.
| Voce | Comune di origine | Comune di destinazione |
|---|---|---|
| Identificativo | Codice Istat | Codice Istat |
| Prezzo di riferimento | Prezzo medio al m² da compravendite pubbliche | Prezzo medio al m² da compravendite pubbliche, stesso periodo |
| Ruolo nel flusso | Abitazione abituale da cui parte lo spostamento | Luogo di lavoro abituale |
Costo abitativo confrontato con la distanza
Il dato utile è il differenziale di prezzo tra destinazione e origine, da leggere insieme alla distanza percorsa. La distanza non è descritta nella scheda di riferimento e va ricavata da una fonte geografica separata. Un metodo semplice consiste nel calcolare la differenza di prezzo per ogni coppia con flusso rilevante e ordinare le coppie in base a questo valore. Quando la destinazione costa molto più dell’origine e il flusso è alto, il dato suggerisce un’ipotesi: chi lavora in quel comune potrebbe abitare altrove per ragioni di prezzo. Un flusso alto non prova da solo questa causa e va letto insieme alla dimensione dei due comuni.
Domande frequenti
Dove si trova la matrice del pendolarismo sul sito Istat?
Si trova in ESploraDati, il browser dati dell’Istat, nella sezione censpop con il nome di tabella MATRICE_PEND. Per leggere la metodologia, conviene scaricare anche la nota metodologica in PDF pubblicata insieme alla matrice.
Chi viene conteggiato come pendolare nei dati Istat?
Sono conteggiati solo gli occupati che raggiungono il luogo di lavoro abituale almeno tre giorni a settimana, partendo ogni volta dalla casa in cui rientrano ogni giorno. Chi lavora da casa o si sposta meno di tre giorni a settimana non rientra nel conteggio dei pendolari.
Quale anno di riferimento e quale popolazione coprono questi dati?
I dati si riferiscono al Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni con data di riferimento 31/12/2021. La copertura riguarda le persone residenti in famiglie o convivenze, quindi chi vive in altre situazioni abitative non è incluso. Dopo il 3 novembre 2025 la nota metodologica è stata sostituita per correggere un refuso a pagina 4, quindi conviene verificare di avere la versione aggiornata.