Un giorno di gelo è, secondo la definizione dell’indicatore ISPRA «giorni con gelo», una giornata in cui la temperatura minima assoluta dell’aria è pari o inferiore a 0 °C. Il conteggio è annuale e nazionale, e il suo risultato si legge come scarto rispetto alla norma 1991-2020. Nel 2025 l’Italia ha registrato circa 15,4 giorni di gelo in meno rispetto alla media 1991-2020.
Che cosa sono i giorni di gelo
Il termine indica un criterio di conteggio, non una sensazione di freddo. Una giornata rientra nel conteggio se il valore minimo dell’aria registrato in quella giornata raggiunge la soglia. Il numero annuale è quindi una somma di giornate che superano questo criterio, e non dipende da quanto a lungo le temperature restano sotto zero.
| Elemento | Valore nell’indicatore ISPRA |
|---|---|
| Grandezza misurata | Temperatura minima assoluta dell’aria |
| Soglia | Pari o inferiore a 0 °C |
| Unità di conteggio | Giorni per anno |
| Riferimento | Norma 1991-2020 |
| Serie disponibile | Dal 1961 al 2025 |
| Livello di dato | Nazionale, non per singola città |
Soglia minima assoluta
La soglia riguarda il valore minimo assoluto, cioè la temperatura più bassa della giornata, non una media giornaliera. Questo significa che una giornata con una sola rilevazione sotto zero basta per essere contata. L’indicatore si limita a questa soglia e non distingue tra gradi di intensità del gelo.
Norma 1991-2020 come riferimento
La norma 1991-2020 è il periodo trentennale usato come valore di riferimento. Il dato annuale viene espresso come anomalia, cioè lo scarto tra il numero di giorni osservato e il valore normale del periodo. Un’anomalia negativa indica meno giorni di gelo della norma, una positiva ne indica di più. Per questo lo stesso numero di giorni può risultare normale in un’annata e insolito in un’altra, a seconda del riferimento.
Aria e suolo: due misure diverse
L’indicatore misura la temperatura dell’aria. La temperatura del suolo non rientra nel conteggio e può differire da quella dell’aria nelle stesse ore. Chi legge un dato di gelo non deve quindi attribuirgli un significato sullo stato del terreno, né confrontarlo con misure del suolo.

Quanti giorni di gelo ci sono nelle città italiane?
Il dato ISPRA sui giorni di gelo non fornisce un conteggio per singola città. L’indicatore è calcolato a livello nazionale e aggregato su base annua, quindi non permette di sapere quanti giorni di gelo abbia un capoluogo o un comune specifico. Per avere un’indicazione locale occorre risalire ai dati delle stazioni di misura, che ISPRA raccoglie nel sistema SCIA, e leggerli con attenzione ai loro limiti.
Cosa misura l’indicatore
| Elemento | Caratteristica dell’indicatore |
|---|---|
| Definizione | Giorni in cui la temperatura minima assoluta dell’aria è ≤ 0 °C |
| Scala territoriale | Nazionale |
| Periodicità | Annua |
| Riferimento | Anomalia rispetto alla norma 1991-2020 |
Il valore pubblicato è quindi una sintesi di tutto il territorio italiano, espressa come scostamento dalla norma. Non è un numero di notti gelide misurate in un luogo preciso.
Cosa non si può dedurre per una città
- Nessuna serie disaggregata per comune: la fiche ISPRA non riporta dati per singolo comune. Qualsiasi cifra attribuita a una città va verificata nelle stazioni di riferimento.
- Nessuna lettura locale della media nazionale: un’anomalia nazionale non dice se una città abbia avuto più o meno gelo della media, perché la media unisce territori con climi molto diversi.
- Nessuna equivalenza tra “Italia” e “città”: il dato nazionale può restare invariato mentre singole località registrano valori opposti.
Rischi nell’estrapolare dati puntuali
Per evitare errori quando si passa da una stazione a un’area urbana, conviene seguire questi passaggi:
- Identificare la stazione di riferimento. Una stazione situata in pianura, in collina o in prossimità del mare non descrive necessariamente il centro abitato più vicino.
- Usare sempre la stessa definizione. Il conteggio ISPRA riguarda la minima assoluta ≤ 0 °C. Confrontare questa serie con altri criteri di gelo produce differenze che non dipendono dal clima reale.
- Separare il singolo anno dalla media pluriennale. Un anno isolato può discostarsi molto dalla norma; una valutazione affidabile richiede più anni di osservazione.
- Non sommare stazioni diverse. Addizionare i giorni registrati da più stazioni non fornisce un totale comunale, perché le stazioni si sovrappongono nel tempo e nello spazio.
Perché il gelo varia tra Nord, Centro e Sud
L’indicatore ISPRA «giorni con gelo» non permette di ordinare le macro-aree geografiche. I fattori che spiegano le differenze tra le aree sono invece descritti in modo generale e verificabile.
Latitudine. Al crescere della latitudine diminuisce l’energia solare ricevuta in inverno. In linea generale, il nord della penisola è più esposto alle gelate del sud, che è più vicino al centro del bacino del Mediterraneo, dove la massa d’acqua mitiga le temperature minime.
Masse d’aria continentali. Le ondate di aria fredda provenienti dall’Europa centrale e orientale raggiungono soprattutto l’Italia settentrionale. Nella pianura padana, delimitata dall’arco alpino, l’aria fredda tende a ristagnare vicino al suolo, con conseguenze dirette sulle minime notturne. Il centro-sud riceve queste masse d’aria in modo più discontinuo e spesso attenuato.
Versante adriatico e tirrenico. Le due coste differiscono per esposizione. Il versante adriatico è più aperto ai flussi freddi orientali e nord-orientali, mentre quello tirrenico è riparato dalla catena appenninica e risente maggiormente dell’influenza marina. La differenza dipende quindi dalla posizione rispetto alla dorsale appenninica più che dalla sola latitudine.
Città di pianura e città di montagna
La temperatura minima determina se un giorno conta come giorno di gelo, quindi la quota e la forma del territorio incidono direttamente sul risultato. Due capoluoghi alla stessa latitudine possono avere minime molto diverse se uno si trova in pianura e l’altro in montagna.
Gradiente termico verticale
Con l’aumentare della quota la temperatura dell’aria diminuisce. Una località collinare o montana tende quindi a raggiungere lo zero più facilmente di una città di pianura collocata alla stessa latitudine. La riduzione non è costante: dipende dalle condizioni atmosferiche del momento, quindi varia da una notte all’altra e da una stagione all’altra.
Inversioni termiche nella Pianura Padana e nelle conche
In una notte serena e senza vento il suolo si raffredda per irraggiamento. L’aria fredda, più densa, scende verso il fondovalle e vi ristagna, mentre lo strato d’aria più calda resta sopra. Questo fenomeno è detto inversione termica. Nelle conche e nei fondovalle chiusi può far sì che il fondovalle risulti più freddo del versante, invertendo la regola generale. Anche la Pianura Padana, delimitata a nord dalle Alpi e a sud dall’Appennino, è un territorio dove il fenomeno può manifestarsi.
| Fattore | Effetto sulla temperatura minima |
|---|---|
| Quota crescente | Tende a ridurre la minima |
| Notte serena e senza vento | Favorisce il raffreddamento del suolo e l’inversione |
| Conca o fondovalle chiuso | Può trattenere l’aria fredda e abbassare la minima |
| Versante sopra lo strato freddo | Può registrare minime più miti del fondovalle |
Confronto tra capoluoghi di pianura e di montagna
Per confrontare un capoluogo di pianura, come Milano, con uno di montagna, come Aosta, il dato corretto è quello della stazione di misura e non la quota del municipio. Il metodo consigliato è:
- identificare la stazione di riferimento di ciascuna città;
- verificarne la quota e il contesto (pianura, versante, fondovalle);
- confrontare le serie delle minime relative agli stessi anni, così da escludere le differenze dovute al periodo.
Seguendo questi passaggi si ottiene un confronto basato sulle condizioni reali di misura, non su impressioni legate alla sola posizione geografica.

Il gelo sta davvero diminuendo?
Secondo l’indicatore nazionale ISPRA dei giorni con gelo, il numero di giorni di gelo in Italia è in calo rispetto alla norma. La serie disponibile va dal 1961 al 2025.
Il dato di riferimento riguarda il 2025: l’Italia ha registrato circa 15,4 giorni di gelo in meno rispetto alla media 1991-2020. Con questo valore, il 2025 è il secondo anno con meno giorni di gelo dell’intera serie, dopo il 2014.
Negli ultimi tredici anni, i giorni di gelo sono stati sotto la norma in ogni anno tranne il 2017. Un solo anno sopra la norma non cambia quindi il quadro, che mostra una sequenza quasi continua di anomalie negative.
| Elemento | Valore secondo la scheda ISPRA |
|---|---|
| Definizione di giorno di gelo | Temperatura minima assoluta dell’aria ≤ 0 °C |
| Periodo di riferimento della norma | 1991-2020 |
| Serie disponibile | 1961-2025 |
| Anomalia 2025 | circa −15,4 giorni rispetto alla norma |
| Posizione del 2025 | 2° anno con meno giorni di gelo, dopo il 2014 |
| Anni sotto la norma (ultimi 13) | 12 su 13, eccetto il 2017 |
Dove trovare i dati della tua città
Non esiste un valore già pronto per il singolo comune. Per ottenere un dato locale occorre risalire alle stazioni meteorologiche che alimentano il calcolo e lavorare sulle loro serie di temperatura minima. Queste stazioni sono raccolte nel sistema SCIA di ISPRA, che è il punto di partenza per qualsiasi verifica a scala comunale.
Il sistema SCIA e le stazioni a monte
Il percorso si svolge in tre passaggi:
- Individuare nel sistema SCIA le stazioni che registrano la temperatura minima giornaliera.
- Scegliere la stazione più rappresentativa del comune.
- Verificare che la serie della stazione scelta sia completa per il periodo di interesse.
Scelta della stazione più vicina al comune
La distanza è il primo criterio, ma da sola non basta. Le minime notturne dipendono anche da altri fattori:
| Criterio | Perché conta |
|---|---|
| Distanza dal centro abitato | Una stazione lontana può trovarsi in un’altra valle o in un’altra fascia di quota |
| Altitudine | Le temperature minime cambiano sensibilmente con la quota e tra fondovalle e versanti |
| Contesto (urbano, periurbano, rurale) | Un sito cittadino può risultare più mite di uno aperto in campagna |
| Continuità di funzionamento | Una stazione attiva solo per una parte del periodo non copre la serie desiderata |
Verifica di completezza delle serie minime giornaliere
Un conteggio è affidabile solo se la serie è completa. Un giorno senza temperatura minima registrata non può essere classificato né come giorno di gelo né come giorno senza gelo, quindi le lacune possono far sottostimare il numero di giorni con gelo.
Per ogni stazione selezionata:
- Individua i giorni mancanti nella serie delle minime e annotane la distribuzione per anno.
- Confronta solo anni con un grado di completezza comparabile.
- Non sommare anni con lacune diverse senza segnalarlo, perché il confronto risulterebbe distorto.
Come pesa il gelo sulla scelta di dove vivere?
Il gelo incide sulla vita quotidiana nei giorni in cui si verifica, ma incide su spostamenti, accesso ai servizi e gestione della casa. Per confrontare due località, il dato va letto insieme ad altri criteri territoriali, non come punteggio isolato.
Disagi di mobilità e trasporti nei giorni gelati
Nei giorni di gelo i disagi più concreti riguardano gli spostamenti: fondo stradale ghiacciato, tratti in pendenza, fermate all’aperto, percorsi a piedi o in bicicletta. Il loro peso dipende dalla morfologia del territorio e dalla frequenza dei collegamenti più che dalla sola temperatura. Un comune servito da più linee di trasporto pubblico assorbe meglio una giornata gelata rispetto a una località con una sola corsa al giorno.
Per valutare il rischio in modo pratico:
- conta quante linee servono il comune e con quale frequenza nelle fasce orarie che ti interessano;
- verifica se il tragitto abituale passa per strade esposte o in salita;
- misura la distanza a piedi dai servizi essenziali (farmacia, medico di base, supermercato, scuola), perché è il percorso che si fa più spesso con il gelo.
Confronto con prezzi immobiliari, servizi e collegamenti
Il gelo non va valutato da solo. Una località più fredda può avere prezzi immobiliari più bassi, servizi più vicini o collegamenti migliori, e viceversa. Il confronto è corretto solo se mette sullo stesso piano le variabili che influiscono sul costo della vita e sulla facilità di spostamento.
| Criterio | Cosa confrontare | Come interagisce con il gelo |
|---|---|---|
| Prezzi immobiliari | Valore al metro quadro delle abitazioni nello stesso periodo di riferimento | Un prezzo più basso può compensare un clima più rigido se i servizi restano vicini |
| Servizi di prossimità | Distanza a piedi o in auto da farmacie, scuole, medico, supermercati | Con temperature sotto zero, la distanza percorsa a piedi diventa il fattore decisivo |
| Collegamenti | Numero di linee, frequenza delle corse, presenza di stazioni o fermate | Un servizio ridotto amplifica i disagi nei giorni di gelo |
Il gelo come variabile da ponderare con altri dati
Il gelo ha un peso diverso per ogni residente. Chi lavora in centro e usa il trasporto pubblico ne subisce soprattutto gli effetti sugli spostamenti; chi si sposta in auto e lavora da casa ne subisce soprattutto gli effetti sulla gestione quotidiana. Una scelta solida assegna quindi a ciascun criterio un’importanza coerente con la propria routine.
Metodo in tre passaggi:
- Elenca i criteri che contano per te: costo dell’abitazione, servizi, trasporti, clima.
- Assegna a ciascuno un punteggio di importanza da 1 a 3 in base a come usi il territorio ogni giorno.
- Confronta le località solo sui criteri scelti, usando per tutte lo stesso periodo di riferimento dei dati.
Così il gelo entra nella valutazione con il peso reale che ha per il tuo caso, senza diventare il criterio dominante per default.