Il tasso di criminalità per 100mila abitanti si ottiene dividendo il numero di delitti denunciati all’autorità giudiziaria per la popolazione residente del territorio, poi moltiplicando il risultato per 100.000. Il denominatore è quindi la popolazione che vive stabilmente nella provincia, non il numero di persone presenti in un dato momento. L’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore applica questo criterio a 106 territori provinciali, con dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno.
Tasso di criminalità per 100mila abitanti: come si calcola
La formula
Tasso = delitti denunciati ÷ residenti × 100.000
- Numeratore: il totale dei delitti denunciati all’autorità giudiziaria nel periodo considerato. L’indice conta solo i reati denunciati, non quelli che non risultano segnalati.
- Denominatore: la popolazione residente del territorio provinciale.
- Moltiplicatore: 100.000, che porta il risultato su una scala comune, così da confrontare province con popolazioni molto diverse.
Il denominatore: la popolazione residente
Il denominatore è la popolazione residente, mentre il numeratore conta tutte le denunce presentate sul territorio, anche quelle che riguardano non residenti. Per questo il tasso può risultare alterato nelle zone turistiche e di pendolarismo.
Esempio numerico con valori ipotetici
I valori seguenti sono inventati a scopo illustrativo e non corrispondono a dati reali.
| Voce | Valore ipotetico |
|---|---|
| Delitti denunciati | 12.000 |
| Popolazione residente | 400.000 |
| Rapporto | 12.000 ÷ 400.000 = 0,03 |
| Tasso per 100mila abitanti | 0,03 × 100.000 = 3.000 |
Con la stessa cifra di denunce ma 800.000 residenti, il rapporto diventa 12.000 ÷ 800.000 = 0,015, e il tasso scende a 0,015 × 100.000 = 1.500. Il numero di reati è identico, ma il tasso dimezza solo perché la popolazione di riferimento è raddoppiata.

Le province con più denunce in Italia
L’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore classifica 106 territori provinciali in base ai delitti denunciati all’autorità giudiziaria ogni 100mila abitanti, con dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. In testa c’è Milano, con oltre 7.000 denunce ogni 100mila abitanti. Al secondo posto c’è Firenze, con 6.374.
Distanza dal resto della classifica
-
- Il divario tra prima e seconda posizione supera i 626 punti ogni 100mila abitanti, perché il valore di Milano è «oltre 7.000» e quello di Firenze è 6.374.
Top dieci della graduatoria
- Milano (oltre 7.000)
- Firenze (6.374)
- Roma
- Bologna
- Torino
- Rimini
- Genova
- Prato
- Venezia
- Livorno
Variazione annua
La graduatoria per tasso assoluto non coincide con la variazione annua. Aosta registra l’aumento più forte, +15,1%, con un tasso di 3.306 denunce ogni 100mila abitanti. Ragusa presenta il calo maggiore, -11,3%. Né Aosta né Ragusa figurano tra le prime dieci province indicate nella graduatoria.
Le province più sicure secondo le denunce
L’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore assegna i tassi più bassi a Oristano (1.707), Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177) delitti denunciati ogni 100mila abitanti. Milano occupa la prima posizione della classifica generale con oltre 7.000 denunce per 100mila abitanti. Confrontare le quattro province con il valore milanese consente di misurare l’ampiezza complessiva dell’intervallo.
| Provincia | Denunce ogni 100mila abitanti | Scarto rispetto a Oristano |
|---|---|---|
| Oristano | 1.707 | riferimento |
| Potenza | 1.968 | +261 (circa +15%) |
| Enna | 2.165 | +458 (circa +27%) |
| Benevento | 2.177 | +470 (circa +28%) |
| Milano | oltre 7.000 | oltre +5.293 (oltre +310%) |
Intervallo interno alla fascia bassa: la differenza tra Oristano e Benevento è di 470 denunce ogni 100mila abitanti. Potenza si trova più vicina al primo valore, mentre Enna e Benevento risultano quasi allineate, con soli 12 punti di distanza tra loro.
Rapporto con Milano: il tasso milanese supera quello di Oristano di oltre quattro volte (7.000 diviso 1.707 dà circa 4,1). Il divario con Benevento, la provincia più alta tra le quattro, supera i 4.800 punti. La differenza tra il primo e l’ultimo posto della classifica è quindi molto maggiore dello scarto interno alle quattro province più sicure.
Le fonti consultate non riportano la popolazione residente di queste province. Non è quindi possibile misurare quanto le dimensioni demografiche differiscano tra loro né confrontare i numeri assoluti di denunce. Il confronto valido resta quello dei tasso per 100mila abitanti, che è già calcolato sulla popolazione.
Perché Milano, Firenze e Rimini sono in alto?
Milano è prima con oltre 7.000 denunce ogni 100mila abitanti, Firenze seconda con 6.374 e Rimini sesta nell’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore. Il tasso mette in rapporto le denunce registrate sul territorio con la popolazione residente. Nelle zone turistiche e di pendolarismo le denunce possono riguardare non residenti, e questo altera il tasso rispetto alla popolazione residente; la fonte non quantifica però quanto questo fattore pesi sulle posizioni di Milano, Firenze e Rimini.
Non residenti nel numeratore
La fonte precisa che nelle zone turistiche e di pendolarismo le denunce possono riguardare non residenti. Un turista derubato a Firenze o un lavoratore pendolare aggredito a Milano entrano nel conteggio della città, ma non nella popolazione residente usata come base. Il tasso risultante descrive quindi il territorio nel suo insieme, non il rischio effettivo per chi ci vive stabilmente.
Ipotesi: concentrazione delle attività economiche nei capoluoghi
Una spiegazione plausibile, da trattare come ipotesi e non come dato verificato dalla fiche, è che i capoluoghi concentrino uffici, commercio e servizi. Più attività economiche significano più spostamenti quotidiani verso il centro, quindi più persone presenti in un’area la cui popolazione residente è relativamente più piccola. Questa lettura potrebbe contribuire a spiegare la posizione di alcune città in classifica, ma non è verificata dai dati disponibili.
Confronto tra residenti e presenze effettive
Per capire se un tasso è influenzato da questi fattori, occorre confrontare la popolazione residente con le presenze effettive sul territorio nello stesso periodo. Quando le presenze superano in modo marcato i residenti, il tasso calcolato sui soli residenti non rappresenta il contesto reale in cui vivono. Il confronto va fatto sulla stessa area amministrativa e sullo stesso anno, altrimenti le due misure non sono comparabili.

Denunce e criminalità reale: quali limiti?
Il tasso dell’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore misura i delitti denunciati ogni 100mila abitanti, non il numero di reati effettivamente commessi. I dati di partenza provengono dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno e riguardano 106 territori provinciali. Una graduatoria basata sulle denunce non è quindi una misura diretta della sicurezza di una città.
Solo i reati denunciati entrano nel conteggio
Un fatto entra nel tasso solo se viene segnalato all’autorità giudiziaria. Un furto non denunciato o un’aggressione non riferita alle forze dell’ordine non compaiono nel numeratore. Il valore di Milano, oltre 7.000 denunce ogni 100mila abitanti, e quello di Oristano, 1.707, descrivono quindi quanto viene denunciato, non l’intero fenomeno.
La cifra oscura
La differenza tra reati commessi e reati denunciati è la cifra oscura. Il tasso non permette di stimare quanto sia ampia la cifra oscura nei diversi territori.
La propensione a denunciare varia
La propensione a denunciare non è uniforme: cambia tra territori e tra tipologie di reato. La propensione a denunciare può variare tra territori e tipologie di reato, ma l’indice non la misura: due province con lo stesso tasso potrebbero quindi avere livelli di criminalità effettiva diversi. Anche le variazioni annue vanno lette con cautela: indicano un cambiamento nelle denunce, non necessariamente nei reati.
Come usare il tasso per scegliere dove vivere
Il tasso di delitti denunciati ogni 100mila abitanti funziona come primo filtro, non come giudizio finale su un territorio. Serve a ridurre una lista lunga di province e comuni a poche candidate, poi entrano in gioco gli altri indicatori locali. La graduatoria del Sole 24 Ore copre 106 territori provinciali, con valori che vanno da oltre 7.000 denunce a Milano fino a 1.707 a Oristano.
Passo 1: fissare la soglia iniziale
Prima di aprire le schede dei singoli territori, definisci un valore massimo accettabile. La fiche offre un riferimento concreto:
| Territorio | Delitti ogni 100mila abitanti | Posizione nella fiche |
|---|---|---|
| Oristano | 1.707 | Tasso più basso della graduatoria |
| Potenza | 1.968 | Secondo tasso più basso |
| Enna | 2.165 | Terzo tasso più basso |
| Benevento | 2.177 | Quarto tasso più basso |
| Firenze | 6.374 | Seconda posizione |
| Milano | oltre 7.000 | Prima posizione |
Una soglia iniziale fissata in modo intermedio permette di mettere da parte i territori con valori molto alti, come Firenze e Milano, ma va usata con cautela: in zone turistiche o di pendolarismo il tasso può essere alterato dalle denunce di non residenti.
Passo 2: confrontare territori dello stesso tipo
Il tasso non è comparabile tra realtà molto diverse per funzione. Confronta province con caratteristiche simili, ad esempio grandi aree metropolitane con altre grandi aree metropolitane. Mettere in parallelo una grande area metropolitana come Roma, Milano o Torino con una provincia meno urbanizzata rende il dato poco leggibile. Conviene quindi raggruppare le candidate per tipologia urbana prima del confronto.
Passo 3: affiancare il tasso ad altri indicatori
Il tasso da solo non dice quanto costa vivere in un luogo né quali servizi offre. Per ogni candidata che supera il filtro, incrocia:
- le quotazioni OMI del comune, per confrontare il costo di acquisto o di affitto;
- la presenza di servizi essenziali, come sanità, scuole e trasporti, entro il raggio di spostamento abituale;
- la variazione annua del tasso.
Una variazione annua elevata indica un movimento recente. Va letta insieme al valore assoluto, non al suo posto.
Il risultato finale è una shortlist di poche candidate, confrontate tra territori simili e valutate con prezzi OMI e servizi locali.
Dove trovare i dati ufficiali
Il tasso di criminalità per 100mila abitanti si verifica partendo da due fonti distinte: quella che registra i reati e quella che fornisce la popolazione di riferimento. Il numeratore, cioè i delitti denunciati, proviene dal Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Il denominatore, la popolazione residente, va cercato nei dati ISTAT per comune e per provincia.
Per una classifica già elaborata, l’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore raccoglie i dati del Dipartimento e li ordina per i 106 territori provinciali, in base ai delitti denunciati ogni 100mila abitanti. La classifica è stata riportata da LaPresse il 12 ottobre 2026. Il valore dell’indice è riferito alla provincia, quindi per una città capoluogo bisogna verificare a quale ambito territoriale corrisponde il dato utilizzato.
| Fonte | Ruolo | Dato utilizzabile |
|---|---|---|
| Dipartimento della Pubblica sicurezza (Ministero dell’Interno) | Origine dei reati | Delitti denunciati all’autorità giudiziaria |
| Indice della criminalità 2026 (Il Sole 24 Ore, Lab24) | Elaborazione e classifica | Tasso per 100mila abitanti, 106 province |
| ISTAT | Popolazione di riferimento | Residenti comunali e provinciali |
Per ricostruire un tasso di una città a partire dalle fonti primarie:
- Scaricare i delitti denunciati per il territorio e l’anno di interesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza.
- Recuperare la popolazione residente ISTAT dello stesso territorio e dello stesso anno.
- Confrontare il risultato con il valore pubblicato nell’indice, controllando che il perimetro geografico coincida.
Domande frequenti
Perché Milano risulta al primo posto se la sua popolazione è così grande?
Il tasso non misura il numero assoluto di denunce, ma il rapporto tra delitti denunciati e popolazione residente: una provincia molto popolosa può avere molte denunce e un tasso moderato. Nel caso di Milano, la classifica dell’Indice 2026 del Sole 24 Ore segnala oltre 7.000 denunce ogni 100mila abitanti, valore che colloca la provincia in testa.
Un tasso alto significa che un territorio è più pericoloso per chi vi abita?
Non necessariamente, perché l’indice conta soltanto i reati denunciati all’autorità giudiziaria e non quelli rimasti sommersi. Inoltre, nelle zone turistiche e di pendolarismo le denunce possono riguardare persone non residenti, quindi il rapporto con i soli residenti può risultare gonfiato.
Dove trovo il tasso aggiornato per la mia provincia?
L’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore riporta i valori dei 106 territori provinciali, elaborati su dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Per confrontare la propria provincia con la classifica completa conviene consultare direttamente la pubblicazione del quotidiano.