Il dato sulle denunce per provincia misura i delitti denunciati, cioè quelli registrati dalle autorità, non il numero di reati realmente commessi sul territorio. Nel 2025 i delitti denunciati in Italia sono circa 2,36 milioni, l’1,8% in meno rispetto al 2024 (42.242 in meno). Per confrontare province di dimensioni diverse, il valore viene rapportato alla popolazione residente.

Cosa misurano le denunce per provincia

Il conteggio riguarda gli atti registrati: ogni delitto che entra nelle statistiche è stato segnalato alle forze dell’ordine. Il totale dipende quindi sia dal fenomeno sia dalla propensione a denunciare e dalla capacità di accertamento, elementi che cambiano da un territorio all’altro e da un anno all’altro. Il dato descrive l’attività registrata, non la sicurezza percepita o reale in senso assoluto.

Cosa rientra nel conteggio

Il valore include tutte le categorie di delitto denunciate. Nel 2022 i furti denunciati a livello nazionale erano 963.000, di cui 134.000 in abitazione, 129.000 borseggi e 94.000 furti di auto. Le truffe e le frodi informatiche erano 274.000 e gli omicidi volontari 331. Queste cifre mostrano che il tasso aggregato somma reati molto diversi tra loro, e che una variazione totale può dipendere da una sola categoria.

Cosa il dato esclude

Il tasso non comprende i reati non denunciati né quelli non scoperti. Una vittima che non sporge denuncia, o un fatto che non viene accertato, non entra nel conteggio. Per questo le differenze tra province vanno lette come differenze di casi registrati, non come misura complessiva dei comportamenti illeciti.

Come si calcola il tasso

Il tasso per provincia segue tre passaggi:

PassaggioOperazione
1Contare i delitti denunciati nella provincia nell’anno considerato
2Dividere il numero di denunce per la popolazione residente
3Moltiplicare il risultato per 100.000

Il risultato è il numero di denunce ogni 100.000 abitanti.

Cosa misurano le denunce per provincia

Quali sono le province con più denunce?

La classifica del Sole 24 Ore confronta 106 province sul numero di delitti denunciati ogni 100mila abitanti nel 2025.

Top cinque nel 2025

PosizioneProvinciaDenunce ogni 100mila abitanti
1Milanooltre 7mila
2Firenze6.374
3Romadato non indicato nella fonte
4Bolognadato non indicato nella fonte
5Torinodato non indicato nella fonte

Milano guida la graduatoria con un tasso superiore a 7mila denunce ogni 100mila abitanti, seguita da Firenze con 6.374. Roma, Bologna e Torino completano le prime cinque posizioni, ma per queste tre province la fonte non riporta il valore numerico preciso.

Posizioni dalla sesta alla decima

Dopo le prime cinque, la graduatoria prosegue con Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. Anche per queste province la fonte indica solo l’ordine di posizione, senza i tassi esatti.

Come si colloca il dato sul totale nazionale

Il calo nazionale non si traduce automaticamente in una riduzione uguale in ogni provincia: la classifica sopra riflette il dato delle singole province, non la media italiana.

Le province con meno denunce nel 2025

Nel 2025 le province con il tasso più basso di delitti denunciati ogni 100mila abitanti sono Oristano (1.707), Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177).

Le quattro province con il tasso più basso nel 2025

ProvinciaDelitti denunciati per 100mila abitanti (2025)
Oristano1.707
Potenza1.968
Enna2.165
Benevento2.177

Confronto con il 2022: unità di misura diverse

Nel 2022 il Ministero dell’Interno esprimeva il dato in denunce ogni 100 abitanti, non ogni 100mila. I valori del 2022 non sono quindi direttamente confrontabili con quelli del 2025.

  • Province più basse nel 2022: Oristano (1,6) e Potenza (1,8) per 100 abitanti.
  • Regioni più basse nel 2022: Basilicata (2,2), seguita da Molise e Marche (2,7). Il tasso nazionale era di 3,8.
  • Variazione 2025: Aosta registra l’aumento maggiore, +15,1%, fino a 3.306 per 100mila abitanti.

Limiti di una lettura basata solo sul ranking

  • Media provinciale: il tasso riguarda l’intera provincia e nasconde le differenze interne.
  • Variazioni annuali: una singola annata può spostare una provincia in classifica. Per valutare una tendenza servono più anni di dati confrontabili.

Perché Milano e le città turistiche svettano

Il tasso di denunce per 100mila abitanti è un rapporto tra due grandezze: al numeratore i delitti denunciati nella provincia, al denominatore i residenti ufficiali. Il problema è che le denunce registrate in un territorio non appartengono sempre ai suoi residenti. Nelle aree turistiche e di pendolarismo, le denunce possono riguardare non residenti, cioè persone che vi transitano, lavorano o soggiornano senza far parte della popolazione di riferimento. Il numeratore può quindi includere persone che il denominatore non conta, e il tasso per abitante può risultare gonfiato.

Milano è l’esempio più evidente. Nel 2025 supera le 7mila denunce ogni 100mila abitanti, valore più alto tra le province. Il dato non dimostra che i residenti commettano più reati: la presenza di non residenti, ad esempio per lavoro o servizi, può contribuire a gonfiare il tasso.

Denominatore: residenti ufficiali contro presenze effettive

Il calcolo usa la popolazione residente registrata, non quella presente in un dato giorno. Per leggere correttamente il dato, bisogna confrontare tre componenti:

  • Residenti ufficiali: base del denominatore, registrata nelle anagrafi.
  • Presenze effettive giornaliere: includono pendolari, studenti fuori sede, turisti e persone di passaggio. Non entrano nel denominatore.
  • Denunce: la fonte indica che possono riguardare anche non residenti.

Quando la popolazione presente supera di molto quella residente, il tasso calcolato sui soli residenti non descrive il rischio reale per chi vive, lavora o visita il territorio.

Pendolarismo verso i grandi capoluoghi

Le province che ospitano un grande capoluogo metropolitano attirano ogni giorno lavoratori dai comuni limitrofi. Il fenomeno è più marcato dove il capoluogo concentra uffici, servizi e nodi di trasporto. Il tasso ufficiale della provincia registra i reati del territorio, mentre la popolazione effettivamente presente è più ampia di quella residente entro i confini amministrativi.

Perché Milano e le città turistiche svettano

Capoluoghi e resto della provincia

Nel 2022 i capoluoghi di provincia contavano circa il 30% della popolazione italiana (17,4 milioni di abitanti) e concentravano il 46,6% dei reati denunciati. La quota di denunce supera quella demografica di circa 16,6 punti, il che indica che il tasso del capoluogo è verosimilmente più alto di quello del territorio circostante. Questo scarto incide sul dato provinciale, che somma i due ambiti.

Indicatore (2022)Valore
Quota di popolazione nei capoluoghicirca 30% (17,4 milioni)
Quota di reati denunciati nei capoluoghi46,6%

Concentrazione urbana: le denunce si addensano nei centri urbani più che nel resto della provincia. Le fonti non spiegano le cause di questo divario, quindi il dato descrive dove si registrano le denunce, non perché.

Dato comunale: il Ministero dell’Interno pubblica i dati comunali solo per i capoluoghi. Per i comuni non capoluogo non esiste quindi un dato comunale pubblicato dalla stessa fonte. Per stimare il resto della provincia si può partire dal totale provinciale e sottrarre i valori del capoluogo, ma il risultato è una stima, non un dato ufficiale.

Si può confrontare un luogo dove vivere con le denunce?

Il tasso di denunce per 100mila abitanti può confrontare due territori, ma da solo non basta a scegliere dove abitare. Serve come punto di partenza, da affiancare ad altri criteri.

Il tasso come segnale, non come misura diretta del rischio

Un tasso alto non significa automaticamente un rischio più alto per chi vi risiede. Il tasso è dunque un rapporto tra delitti registrati e popolazione residente, non una probabilità di subire un reato.

Anche il contesto nazionale va letto con cautela: nel 2025 le denunce calano dell’1,8%, primo calo dopo quattro anni di crescita, ma questo andamento non dice nulla di una singola provincia, quindi conviene osservare l’evoluzione locale.

Confronto con prezzi, servizi e trasporti

CriterioStrumento di verificaCosa indicaLimite
Prezzi immobiliariDati pubblici italiani sui valori e sulle compravendite immobiliariLivello indicativo dei prezzi in zonaSono valori medi per area e possono non riflettere l’offerta attuale
Servizi localiVerifica diretta di scuole, sanità e commercioAccessibilità quotidianaRichiede consultazione dei comuni o sopralluoghi
TrasportiFrequenza e linee del trasporto pubblicoTempi di spostamento verso il lavoroVaria molto tra capoluogo e comuni minori

Il confronto tra capoluoghi e comuni minori è sbilanciato: i dati comunali ufficiali esistono solo per i capoluoghi.

Percezione personale rispetto ai numeri

La sicurezza percepita dipende da fattori che il tasso non misura, come l’illuminazione delle strade, il traffico pedonale o la frequentazione notturna di una zona. Per questo il dato statistico e l’impressione di un quartiere possono divergere.

Un metodo pratico consiste nel visitare il quartiere in orari diversi, verificare l’andamento delle denunce nel tempo e confrontare il risultato con prezzi, servizi e collegamenti. La decisione finale resta quindi una sintesi di indicatori diversi, in cui le denunce hanno un peso limitato.

Dove trovare i dati ufficiali

Le denunce per provincia derivano tutte dalla banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che fa capo al Ministero dell’Interno. Le classifiche pubblicate dalla stampa si basano su questa stessa banca dati, ma non coincidono con essa. Per citare un dato correttamente occorre risalire alla fonte di partenza e distinguere il dato grezzo dalla rielaborazione.

Le date di riferimento e le unità di misura

Le due serie disponibili nelle fonti non sono confrontabili tra loro, perché hanno anni e unità diversi.

FonteAnno dei datiUnitàContenuto
Indice del Sole 24 Ore (banca dati interforze DPS)2025Denunce ogni 100mila abitanti106 province
Dati del Ministero dell’Interno, riportati da Pagella Politica2022Denunce ogni 100 abitantiTassi nazionale, regionali e provinciali; furti e omicidi volontari a livello nazionale

L’indice del Sole 24 Ore: elaborazione, non fonte primaria

  • L’indice usa la banca dati interforze, fornita in esclusiva al quotidiano. Il dato di partenza è quindi ministeriale, ma la graduatoria delle province è un’elaborazione giornalistica.
  • LaPresse riprende l’indice, quindi la catena di citazione è doppia: LaPresse su Sole 24 Ore. Nelle citazioni va indicata questa catena, non solo l’agenzia.
  • Pagella Politica utilizza dati del Ministero dell’Interno relativi al 2022, pubblicati in un articolo del 2024. Anche in questo caso la fonte primaria è il Ministero, mentre il sito è un intermediario.

Domande frequenti

Il dato sulle denunce indica quanti reati si commettono davvero in una provincia?

No: il valore conta i delitti registrati dalle forze dell’ordine, quindi non tiene conto dei fatti che restano senza denuncia o che non vengono accertati. Il confronto tra province va letto come confronto tra casi registrati, non come misura complessiva dei comportamenti illeciti.

Come si ottiene il tasso di denunce ogni 100.000 abitanti?

Si divide il numero di denunce della provincia per la sua popolazione residente, poi si moltiplica per 100.000. Questo tasso per 100.000 abitanti permette di confrontare territori di dimensioni diverse.

Perché Milano risulta al primo posto e cosa significa?

Milano ha il valore più alto tra le province nel 2025, ma questo non dimostra che i suoi residenti commettano più reati. Nelle aree con forte presenza di non residenti, come chi lavora o transita, le denunce possono riferirsi anche a loro, mentre il denominatore conta solo i residenti.