Nella rilevazione JobPricing 2025 la Lombardia ha la RAL media annua più alta, circa 33.452 euro, seguita da Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna. Con un’altra misura, il salario medio annuo lordo elaborato dalla CGIA su dati INPS e ISTAT, la Lombardia si attesta a 28.354 euro e la Calabria a 14.960 euro. I due indicatori hanno fonti, anni e definizioni diversi, quindi vanno confrontati separatamente.
Quali regioni hanno la RAL media più alta nel 2025? Le prime posizioni disponibili
Le prime quattro posizioni
Nei dati JobPricing 2025 i valori più alti riportati sono quelli di Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna. Gli intervalli di Piemonte, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta si sovrappongono al valore dell’Emilia-Romagna, quindi la scheda non permette di stabilire con certezza la quarta posizione. La Lombardia è l’unica regione sopra i 33.000 euro, con circa 33.452 euro. Lo scarto tra la prima e la quarta è di circa 2.000 euro annui, quindi il gruppo di testa è relativamente compatto.
Fascia intermedia e fascia inferiore
Piemonte, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta rientrano nell’intervallo tra 31.000 e 31.700 euro. La fonte indica solo l’intervallo per questi tre territori, quindi non è possibile ordinarli tra loro. Toscana, Marche e Umbria si collocano tra 28.000 e 30.000 euro circa, con la stessa limitazione.
Il divario tra regioni estreme
Nella stessa rilevazione, la differenza tra le regioni più alte e quelle più basse può superare i 15.000 euro l’anno. Il dato descrive il confronto complessivo tra regioni e non la situazione di un singolo settore o profilo professionale.
Milano città supera i 36.900 euro. È un valore comunale e non va letto come media regionale.
| Regione | RAL media annua (JobPricing 2025) |
|---|---|
| Lombardia | circa 33.452 euro |
| Lazio | circa 32.360 euro |
| Liguria | circa 32.156 euro |
| Emilia-Romagna | circa 31.441 euro |
| Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta | tra 31.000 e 31.700 euro |
| Toscana, Marche, Umbria | tra 28.000 e 30.000 euro circa |

Quanto guadagna un lavoratore in Lombardia rispetto alla Calabria?
Il confronto diretto tra le due regioni usa il salario medio annuo lordo dei lavoratori dipendenti. Secondo l’elaborazione CGIA su dati INPS e ISTAT, ripresa da AGI il 7 settembre 2024, il valore è di 28.354 euro in Lombardia e di 14.960 euro in Calabria.
| Indicatore | Lombardia | Calabria | Differenza |
|---|---|---|---|
| Salario medio annuo lordo | 28.354 euro | 14.960 euro | 13.394 euro |
Il salario lombardo è circa 1,9 volte quello calabrese (28.354 ÷ 14.960 ≈ 1,89).
Per leggere correttamente i due valori:
- Annuo e giornaliero non coincidono. La stessa elaborazione riporta una retribuzione giornaliera media lorda del 2022 di 101 euro al Nord e 75 euro al Sud. Sono dati per macroarea, non per singola regione, e non vanno confrontati con il dato annuo regionale.
- Una media non descrive ogni lavoratore. Il valore sintetizza il reddito medio e non mostra come si distribuisce all’interno di una regione.
Perché il divario tra Nord e Sud è così ampio?
Nei dati disponibili il divario salariale si accompagna a un divario di produttività oraria, ma la fonte non stabilisce un nesso causale.
| Indicatore | Nord (Lombardia) | Sud (Calabria) | Scarto |
|---|---|---|---|
| Produttività oraria (regionale) | 45,7 euro (Lombardia) | 29,7 euro (Calabria) | 16 euro l’ora a favore della Lombardia |
| Retribuzione giornaliera lorda, 2022 (macroarea) | 101 euro (Nord) | 75 euro (Sud) | circa il 35% in più al Nord |
I due indicatori vanno nello stesso senso, ma da soli non dicono quale fattore produca il divario. Tra i meccanismi plausibili, non misurati nella fonte, ci sono:
- Composizione settoriale: il peso dei settori a più alto valore aggiunto rispetto a quelli a bassa intensità di capitale.
- Dimensione delle imprese: una presenza più diffusa di aziende piccole, che di norma investono meno in tecnologia e organizzazione.
- Giornate lavorate: una quota maggiore di impieghi part-time o stagionali abbassa la retribuzione giornaliera media anche quando la paga oraria è simile.
Per questo la retribuzione giornaliera e la produttività oraria non coincidono. La prima risente della durata effettiva del lavoro, mentre la seconda misura solo il valore prodotto in un’ora.
RAL, retribuzione INPS e netto: che differenza c’è?
Per lo stesso lavoratore circolano tre cifre diverse:
- RAL (retribuzione annua lorda): il totale annuo prima di qualsiasi trattenuta. È il dato usato dalle indagini sugli stipendi e dagli annunci di lavoro.
- Imponibile previdenziale: la base su cui l’INPS calcola i contributi. Può non coincidere con la RAL, perché alcune voci sono incluse o escluse in modo diverso.
- Netto in busta paga: ciò che resta dopo i contributi a carico del lavoratore e l’IRPEF con le relative addizionali. Dipende dalla situazione personale, come le detrazioni.
Per la Lombardia la scheda riporta due valori da fonti diverse:
| Fonte | Indicatore | Lombardia | Calabria |
|---|---|---|---|
| CGIA su dati INPS e ISTAT (AGI, 2024-09-07) | Salario medio annuo lordo | 28.354 euro | 14.960 euro |
| JobPricing (BusinessOnline, 2026-03-29) | RAL media annua, dati 2025 | circa 33.452 euro | non indicato |
Le due serie hanno anno di riferimento, perimetro e definizione diversi. Non si sottraggono l’una dall’altra e non indicano che una delle due sia errata.
Per una singola busta paga il percorso è questo: si parte dalla RAL, si verifica l’imponibile previdenziale indicato sul documento e si sottraggono contributi e imposte fino al netto. Il netto è un dato individuale e non serve a classificare un territorio.
Il costo della vita compensa le differenze salariali?
Un salario più alto non garantisce un potere d’acquisto più alto. Il confronto richiede il salario nominale, cioè l’importo ricevuto, e il costo di un paniere di spesa uguale in tutte le regioni. La fiche dati copre solo il salario nominale, quindi la risposta sul potere d’acquisto non è ricavabile dai soli dati disponibili.
Il metodo per arrivare al salario reale:
- Convertire il lordo in netto con le trattenute previste per il proprio caso, perché il reddito speso è il netto.
- Definire un paniere comune con la stessa composizione di spesa in tutte le regioni, con attenzione a alimentari e trasporti.
- Applicare l’indice regionale dei prezzi al consumo dello stesso anno al paniere.
- Calcolare il salario reale come salario netto diviso il costo del paniere regionale. Il risultato indica quanti beni del paniere il reddito permette di acquistare.
- Confrontare solo valori costruiti con la stessa base di calcolo.

Quali province pagano di più?
Secondo l’elaborazione CGIA su dati INPS e ISTAT, diffusa da AGI il 7 settembre 2024, la provincia di Milano ha il salario medio annuo lordo più alto, con 32.472 euro. Vibo Valentia chiude la graduatoria con 12.923 euro. La media nazionale provinciale è di 22.839 euro.
| Riferimento | Valore |
|---|---|
| Provincia con il salario più alto: Milano | 32.472 euro annui lordi |
| Media nazionale provinciale | 22.839 euro annui lordi |
| Provincia con il salario più basso: Vibo Valentia | 12.923 euro annui lordi |
Per collocare una provincia, si confronta il suo valore con la media nazionale provinciale. La differenza in euro si ottiene sottraendo la media dal valore della provincia. Il confronto con la media dice però solo se una provincia sta sopra o sotto il valore medio, non dove si colloca nella graduatoria, perché media e mediana possono differire.
Milano provincia (CGIA) e Milano città (JobPricing, oltre 36.900 euro) non sono confrontabili: cambiano fonte, perimetro territoriale e anno.
Come si usa il salario nel confronto con i prezzi delle case?
Il rapporto prezzo-reddito indica quanti anni di stipendio servono per comprare un’abitazione. Si calcola con due grandezze che devono riferirsi allo stesso territorio e allo stesso anno:
- prezzo al metro quadro × superficie = prezzo totale stimato;
- prezzo totale stimato ÷ salario medio annuo lordo dell’area = anni di stipendio lordo necessari.
Per i prezzi conviene usare le compravendite reali o le quotazioni per comune, filtrate per tipologia abitativa, con la mediana invece della media. Un salario regionale applicato a un prezzo comunale produce un rapporto distorto. Il salario medio è un valore aggregato, quindi il risultato descrive un reddito tipico dell’area e non la situazione di un profilo professionale specifico.
Conclusione
Le regioni più ricche nella RAL 2025 sono Lombardia, Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna, mentre, nell’elaborazione CGIA, la Calabria registra un salario medio annuo lordo di 14.960 euro contro i 28.354 euro della Lombardia contro i 28.354 euro della Lombardia. Il vantaggio nominale è netto, ma per stabilire quanto potere d’acquisto generi serve il confronto con il costo della vita regionale, che la scheda non include.
Domande frequenti
Perché la RAL di JobPricing non coincide con il salario medio della CGIA?
Per la Lombardia JobPricing indica una RAL media di circa 33.452 euro, mentre la CGIA, su dati INPS e ISTAT, riporta un salario medio annuo lordo di 28.354 euro. Le due cifre derivano da fonti e definizioni diverse, quindi non vanno sostituite l’una con l’altra.
Qual è la regione con lo stipendio medio più alto, secondo i dati disponibili?
Nella rilevazione JobPricing 2025 la Lombardia è al primo posto, con circa 33.452 euro di RAL media. La fonte elenca con precisione solo le prime quattro regioni e fornisce per le altre degli intervalli, quindi una graduatoria completa di tutte le regioni non è ricostruibile.
Il divario di produttività spiega la differenza di stipendi tra Nord e Sud?
La produttività oraria è di 45,7 euro in Lombardia e di 29,7 euro in Calabria, e il divario segue quello dei salari. I dati però descrivono solo la coincidenza: nessuna delle fonti indica che la produttività ne sia la causa.