Il dataset Irpef su base comunale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze riporta, per ogni comune, il numero di contribuenti, i redditi dichiarati e l’imposta netta. Non misura il reddito delle famiglie né il costo della vita: riflette le dichiarazioni presentate dai residenti ai fini Irpef, quindi dipende dal perimetro dei contribuenti e dalle regole fiscali.

Cosa misura il dataset

Il dataset è una statistica fiscale aggregata: per ogni comune somma i dati delle dichiarazioni dei contribuenti. Le variabili principali sono:

VariabileCosa indica
Contribuentinumero di soggetti con dichiarazione Irpef nel comune
Redditi per tipologiaripartizione in fabbricati, lavoro dipendente e pensione, lavoro autonomo, impresa
Reddito complessivototale dei redditi dichiarati, riportato per comune
Reddito imponibilebase su cui viene calcolata l’imposta
Irpef nettaimposta Irpef risultante per il comune
Addizionali regionali e comunaliimporti riportati separatamente per comune

Questi campi permettono di distinguere la composizione dei redditi (ad esempio quanta parte deriva da lavoro dipendente e pensioni rispetto al lavoro autonomo o all’impresa) dal solo volume complessivo.

Come leggere le fasce di reddito

I contribuenti sono suddivisi in fasce di reddito che vanno da «≤0» a «oltre 120.000 euro». La prima fascia comprende i redditi pari o inferiori a zero, quindi include anche i contribuenti senza reddito positivo. Le fasce consentono di vedere se un comune è concentrato su redditi bassi, intermedi o alti, informazione che un totale aggregato non fornisce.

Cosa misura il dataset

Dove trovare i dati ufficiali del MEF

Il dataset di riferimento è «Redditi e principali variabili Irpef su base comunale», pubblicato dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per confrontare i comuni, questa è la fonte primaria da consultare direttamente, prima di qualsiasi classifica giornalistica che la citi.

L’edizione più recente è indicata come 2025 a.i. 2024 e risulta pubblicata il 23 aprile 2026. La dicitura contiene due anni distinti: quello dell’edizione (2025) e quello dell’anno d’imposta di riferimento (a.i. 2024). La data di pubblicazione non coincide quindi con l’anno dei redditi dichiarati.

Il dataset è disponibile in due classificazioni:

ClassificazioneUnità di riferimento
Per comuneSingolo comune
Sub-comunaleCAP

Ogni classificazione si scarica in due formati, CSV e RDF, entrambi distribuiti in archivio zip. I file sono rilasciati con licenza CC BY 3.0 IT (Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia), che consente il riutilizzo anche in un comparatore a condizione di citare la fonte.

Procedura di download:

  • Aprire la pagina del dataset sul sito del Dipartimento delle Finanze e individuare l’edizione «2025 a.i. 2024».
  • Scegliere la classificazione per comune o sub-comunale in base al livello di confronto richiesto.
  • Scaricare lo zip e decomprimerlo in una cartella dedicata, separata dalle altre elaborazioni.
  • Aprire il file CSV con un foglio di calcolo o un software di analisi. Il file RDF richiede strumenti in grado di leggere dati collegati.
  • Verificare che i campi presenti corrispondano a quelli descritti dalla fonte: numero di contribuenti, redditi per tipologia, reddito imponibile, Irpef netta, addizionali regionali e comunali, reddito complessivo e fasce di reddito da ≤0 a oltre 120.000 euro.

Quali comuni hanno l’imponibile Irpef pro capite più alto?

Nella classifica per imponibile Irpef pro capite relativa all’anno d’imposta 2022, il primo posto va a Portofino (GE), con un valore superiore a 90.000 euro. Seguono Lajatico (PI) e Basiglio (MI). Per i capoluoghi con almeno 120.000 contribuenti la graduatoria è diversa: Milano ha l’imponibile più alto, seguita da Padova e Parma. I due gruppi vanno letti separatamente.

Piccoli comuni in testa

PosizioneComuneProvinciaImponibile Irpef pro capite (anno d’imposta 2022)
1PortofinoGEsuperiore a 90.000 euro
2LajaticoPIoltre 52.000 euro
3BasiglioMIcirca 49.000 euro

I valori sono soglie approssimate e non cifre esatte. Il divario tra il primo e il secondo comune è netto, mentre tra il secondo e il terzo è più contenuto.

Capoluoghi con almeno 120.000 contribuenti

Il filtro dei 120.000 contribuenti esclude i comuni più piccoli e lascia solo i grandi capoluoghi. Nella classifica sono:

  • Milano, primo per imponibile pro capite
  • Padova, secondo
  • Parma, terzo

Nella fonte non compaiono importi puntuali per questi tre capoluoghi, quindi la graduatoria è l’unico dato disponibile.

Come verificare la classifica

Come si calcola il reddito medio di un comune?

Il reddito medio per contribuente di un comune si ottiene dividendo il reddito imponibile totale per il numero di contribuenti dello stesso comune, riferiti allo stesso anno d’imposta.

La formula

  • Reddito medio per contribuente = reddito imponibile totale ÷ numero di contribuenti
  • Il numeratore e il denominatore devono riferirsi allo stesso comune e allo stesso anno d’imposta.

Campi del dataset da usare

CampoRuolo nel calcolo
Numero di contribuentiDenominatore: quante persone entrano nel calcolo
Reddito imponibileNumeratore: la base su cui si calcola l’Irpef
Reddito complessivoPunto di partenza da cui si ricava l’imponibile
Reddito da fabbricatiComponente da verificare rispetto al totale
Reddito da lavoro dipendente e pensioneComponente da verificare rispetto al totale
Reddito da lavoro autonomoComponente da verificare rispetto al totale
Reddito da impresaComponente da verificare rispetto al totale

Reddito complessivo e reddito imponibile

Il reddito complessivo è la somma dei redditi delle diverse tipologie. Il reddito imponibile è la cifra su cui si applica l’Irpef, cioè il reddito complessivo al netto delle deduzioni previste dalla normativa. Per questo il dataset riporta entrambi: il primo indica il reddito prodotto, il secondo la base fiscale effettiva. Per il calcolo del reddito medio si usa l’imponibile, perché è la base su cui si calcola l’Irpef e il dataset lo riporta per comune.

Esempio di calcolo

Il metodo, passo per passo:

  1. Scarica il CSV della classificazione per comune e filtra la riga del comune desiderato.
  2. Leggi il valore del reddito imponibile totale (I) e del numero di contribuenti (N).
  3. Calcola I ÷ N e arrotonda all’euro.

Esempio con valori generici: se un comune avesse un imponibile totale di I euro e N contribuenti, il suo reddito medio per contribuente sarebbe I ÷ N euro. Sostituisci I e N con i valori reali del file, senza usare cifre stimate.

Nord e Sud: quanto pesa il divario?

Il dataset è disponibile per singolo comune, non come tabella già aggregata per macroarea. Il confronto tra Nord, Centro e Sud va quindi costruito sommando i comuni di ogni area. Le fonti consultate non riportano valori medi per regione o macroarea, quindi questa sezione descrive il metodo e gli elementi di lettura, senza cifre da confrontare.

Ogni comune riporta il numero di contribuenti, il reddito imponibile e i redditi per tipologia. Tra le tipologie, lavoro dipendente e pensione è una voce separata da lavoro autonomo, impresa e fabbricati. Questa separazione permette di distinguere le aree dove prevalgono i redditi da lavoro da quelle dove pesano di più i redditi da pensione, cosa che l’imponibile totale non mostra.

Confronto per regione e macroarea

Per confrontare aree di dimensione diversa servono indicatori normalizzati. Il metodo prevede di sommare i valori dei comuni per regione o macroarea e poi di calcolare i rapporti.

IndicatoreCampo nel datasetCome aggregarlo
Imponibile medioreddito imponibile e numero di contribuentisomma dell’imponibile diviso la somma dei contribuenti, per area
Peso di lavoro dipendente e pensioneredditi per tipologia e reddito complessivoquota della voce sul reddito complessivo di ciascuna area
Contribuenti per fasciafasce di reddito da ≤0 a oltre 120.000 europercentuale di contribuenti sopra una soglia scelta, per area

Concentrazione dei comuni ad alto reddito al Nord

La classifica GreenMe per l’anno d’imposta 2022, che cita il Dipartimento delle Finanze, indica i comuni con imponibile più alto, ma mostra solo i primi posti. Tra i capoluoghi con almeno 120.000 contribuenti, Milano è al primo posto, seguita da Padova e Parma. Milano è in Lombardia (Nord-ovest), mentre Padova e Parma sono in Veneto ed Emilia-Romagna, cioè nel Nord-est. Questi dati suggeriscono una presenza forte al Nord, ma non misurano la concentrazione complessiva.

Per misurarla bisogna contare, per ogni macroarea, quanti comuni superano una soglia di imponibile medio per contribuente, poi confrontare le quote di comuni così individuati.

Redditi da pensione e lavoro dipendente per area

La scheda non riporta l’età dei contribuenti. Una quota alta di redditi da pensione non va quindi letta come indicatore diretto di invecchiamento della popolazione, perché servirebbe una fonte demografica separata. Il dato utile è la composizione del reddito: se il lavoro dipendente pesa di più in un’area, il confronto con le altre aree va fatto sulla stessa base.

Nord e Sud: quanto pesa il divario?

Redditi per quartiere: il dettaglio per CAP

Per confrontare quartieri della stessa città, il metodo è questo:

  1. Scaricare il file per CAP in formato CSV e filtrare le righe del capoluogo.
  2. Ordinare i CAP per numero di contribuenti, per separare le aree con base statistica ampia da quelle con base ridotta.
  3. Rapportare il reddito imponibile al numero di contribuenti.
  4. Leggere le fasce di reddito per capire se il valore medio dipende da un gruppo ristretto di contribuenti o da una distribuzione ampia.

CAP che coprono più comuni o frazioni

Un CAP può includere più comuni o più frazioni. Prima di confrontarlo con un altro quartiere, verificare nel file quale comune è associato al codice. Un valore riferito a un CAP che comprende territori diversi non descrive un solo quartiere. Lo stesso controllo vale quando un codice compare su più comuni.

Confronto tra CAP dello stesso capoluogo

Il confronto è più affidabile quando i CAP appartengono allo stesso comune, perché le variabili sono riferite alla stessa amministrazione e allo stesso anno d’imposta. Per ogni CAP conviene annotare tre valori: contribuenti, reddito imponibile per contribuente e quota di contribuenti nelle fasce più alte. Insieme mostrano la dimensione dell’area, il livello medio e la distribuzione.

CAP con pochi contribuenti

Il confronto è affidabile solo tra aree con numero di contribuenti simile. Per le aree più piccole la lettura per fascia di reddito è più affidabile del solo valore medio.

Campo da leggereUso nel confronto tra CAP
Numero di contribuentiMisura la base statistica di ciascun CAP
Fasce di redditoMostra se il reddito è concentrato o distribuito

Limiti dei dati: reddito dichiarato non è reddito disponibile

Il dataset misura ciò che i contribuenti dichiarano ai fini Irpef, distribuito per comune e per fasce di reddito fino a oltre 120.000 euro. La base imponibile è una grandezza fiscale, mentre il costo della vita è una spesa: confonderle porta a conclusioni errate sull’accessibilità di un luogo.

Cosa resta fuori dall’imponibile

Il reddito imponibile è il risultato di regole fiscali, quindi non tutto ciò che entra in una famiglia vi confluisce. Alcuni redditi possono essere esenti, altri assoggettati a tassazione sostitutiva, cioè a un’imposta che non segue le aliquote Irpef progressive. In entrambi i casi la voce non rientra nel dato come è costruito. Un comune con una quota rilevante di redditi di questo tipo può quindi risultare sottostimato rispetto al reddito realmente disponibile.

Il dataset riporta però le categorie separatamente. Prima di confrontare due comuni conviene consultare la nota metodologica pubblicata insieme ai dati, per verificare quali voci sono incluse e quali no.

Effetto della media su pochi redditi molto alti

Il reddito medio per contribuente è una media aritmetica. In un comune piccolo con pochi contribuenti ad alto reddito, poche dichiarazioni possono spostare il valore in modo sostanziale, mentre la maggior parte dei residenti guadagna meno. Il controllo corretto è la distribuzione per fasce: se la fascia più alta concentra gran parte dell’imponibile, la media descrive poco la popolazione tipica.

Sottodichiarazione del lavoro autonomo

Il reddito dichiarato da lavoratori autonomi e imprenditori non è direttamente paragonabile a quello dei dipendenti. Il reddito da lavoro dipendente e pensione transita attraverso il datore di lavoro o l’ente previdenziale, mentre quello autonomo dipende in misura maggiore dalla dichiarazione del singolo contribuente. Una differenza tra le colonne del comune va quindi letta con cautela: può riflettere la struttura economica locale oppure una diversa modalità di emersione del reddito. Il dataset non permette di separare le due componenti.

Voce del datasetCosa misuraLimite per il confronto
Reddito imponibileBase su cui si calcola l’IrpefEsclude le voci non imponibili o soggette a tassazione sostitutiva
Lavoro dipendente e pensioneRedditi da lavoro dipendente e pensioniRiflette la struttura occupazionale del comune
Lavoro autonomoRedditi di professionisti e lavoratori autonomiDipende dalla dichiarazione del singolo contribuente
FabbricatiRedditi da immobiliNon indica il canone effettivamente pagato dagli inquilini

Come usare i redditi per scegliere dove vivere?

Il dataset permette di confrontare i comuni con una metrica uniforme. Il metodo consiste nel tradurre questi valori in un reddito indicativo da confrontare con il costo dell’abitazione, che va preso da una fonte distinta.

Incrociare reddito medio e prezzi immobiliari

  • Reddito netto indicativo: reddito imponibile meno Irpef netta e addizionali, diviso il numero di contribuenti. Il valore è una stima, perché l’Irpef netta tiene già conto delle detrazioni ma il calcolo non considera i contributi previdenziali né altre imposte o prelievi.
  • Prezzo immobiliare: prezzo medio al metro quadro del comune, da una banca dati immobiliare separata dal dataset Irpef.

Il rapporto da calcolare è: canone o rata mensile diviso reddito mensile netto indicativo. Più il rapporto è alto, meno margine resta per le altre spese.

Soglia di reddito per affitto o mutuo sostenibile

La soglia dipende dalla quota di reddito che decidi di destinare alla casa. Il calcolo è:

soglia mensile = reddito mensile netto indicativo × quota massima scelta

Se la quota scelta è, ad esempio, un terzo del reddito, il canone o la rata accettabili sono il reddito netto mensile moltiplicato per 0,33. La stessa formula vale per affitto e mutuo.

Confrontando la fascia in cui ti collochi con quella più frequente nel comune, ottieni una stima più realistica.

Scheda di confronto tra tre comuni a parità di criteri

Le cifre seguenti sono dell’anno 2022, riportate da GreenMe citando il Dipartimento Finanze:

ComuneProvinciaImponibile Irpef pro capite, anno d’imposta 2022
PortofinoGEoltre 90.000 euro
LajaticoPIoltre 52.000 euro
BasiglioMIcirca 49.000 euro

Per completare la scheda con i dati più recenti, riporta per ciascun comune gli stessi criteri:

  • numero di contribuenti;
  • reddito imponibile e Irpef netta;
  • addizionali regionali e comunali;
  • distribuzione per fasce di reddito;
  • prezzo immobiliare medio, dalla fonte separata.

Il file CSV si importa direttamente in un foglio di calcolo per ricavare questi valori.

Domande frequenti

Dove si scaricano i dati comunali Irpef e con quale licenza si possono riutilizzare?

Il dataset si scarica dal sito del Dipartimento delle Finanze del MEF in formato CSV e RDF, entrambi in archivio zip. Il rilascio è sotto licenza CC BY 3.0 IT, che consente il riutilizzo anche in un comparatore purché si citi la fonte.

Qual è la differenza tra reddito complessivo, reddito imponibile e Irpef netta?

Il reddito complessivo è la somma di tutti i redditi dichiarati nel comune. Il reddito imponibile è la base su cui si calcola l’imposta, mentre l’Irpef netta è l’imposta che resta dopo le detrazioni, quindi il valore più vicino al carico fiscale effettivo.

Quale edizione del dataset usare e come arrivare al livello di singolo CAP?

L’edizione più recente è «2025 a.i. 2024», pubblicata il 23 aprile 2026. Il dataset è disponibile con due classificazione per comune e classificazione per CAP, quest’ultima utile per distinguere zone diverse all’interno di una stessa città.