Quanto verde ha davvero un italiano?

Il verde teorico è il rapporto tra la superficie di verde urbano e la popolazione residente. Nel 2023 il valore medio nei capoluoghi è di 33,3 m² per abitante. Per il 2014 l’ISTAT riporta 31,1 m² per abitante nei capoluoghi di provincia, con un aumento apparente di circa 7% (2,2 m² su 31,1 m²), da leggere con cautela perché le definizioni differiscono.

IndicatoreValoreFonte
Verde teorico medio, 109 capoluoghi (2023)33,3 m² per abitanteISTAT, Ambiente urbano 2023
Media dei capoluoghi di provincia (2014)31,1 m² per abitanteISTAT, pubblicazione del 2016
Capoluoghi con almeno 50 m² per abitante (2014)17,2%ISTAT, pubblicazione del 2016
Verde totale, città metropolitane20,1 m² per abitanteGeopop (cita ISTAT, Ambiente urbano 2023)
Verde totale, capoluoghi più piccoli48,1 m² per abitanteGeopop (cita ISTAT, Ambiente urbano 2023)

Il confronto tra 2014 e 2023 va letto con cautela. Le due rilevazioni usano etichette diverse, «verde urbano» nel 2014 e «verde teorico» nel 2023, e provengono da pubblicazioni differenti. La variazione indica una tendenza, non una misura precisa.

La media nasconde una forte dispersione. Nel 2014 solo il 17,2% dei capoluoghi raggiungeva almeno 50 m² per abitante. Anche la dimensione della città conta: nelle città metropolitane il verde totale medio è di 20,1 m² per abitante, contro 48,1 m² nei capoluoghi più piccoli.

Verde teorico o verde accessibile?

Il dato di verde teorico misura tutta la superficie a verde censita nel territorio comunale e la divide per i residenti. Il dato di verde accessibile considera solo le aree che i cittadini possono effettivamente frequentare. Per confrontare due città serve il secondo, perché il primo può includere spazi che nessuno usa.

Secondo i dati ISTAT «Ambiente urbano 2023», riportati da Geopop, nei 109 capoluoghi di provincia:

IndicatoreValore medio per abitante
Verde teorico33,3 m²
Verde realmente accessibile18,9 m²
Scarto tra i duecirca 14,4 m² (33,3 − 18,9)

Il verde accessibile corrisponde a circa il 57% di quello teorico. Quasi metà della superficie censita, quindi, non è fruibile dai residenti in modo ordinario.

Cosa esclude il verde non fruibile

Lo scarto indica superfici che rientrano nel conteggio teorico ma non risultano accessibili ai residenti. Le fonti disponibili non specificano quali tipologie di verde lo compongano: gli esempi seguenti sono solo ipotesi illustrative, non dati ISTAT.

  • aree intercluse, cioè spazi verdi senza accesso pedonale diretto o recintati e privi di passaggi;
  • infrastrutture, come fasce verdi lungo strade di scorrimento, svincoli e aree di servizio, che non consentono la sosta o il passeggio.

Il dato ISTAT aggregato non separa queste voci, quindi non è possibile quantificarne il peso relativo a partire dalla scheda disponibile.

Come applicare la distinzione

Per valutare un capoluogo o un quartiere, il metodo è questo:

  1. Recuperare il valore di verde teorico e di verde accessibile dello stesso anno e della stessa fonte.
  2. Calcolare lo scarto come differenza tra i due valori.
  3. Confrontare il verde accessibile, non quello teorico, tra città diverse.

Verde teorico o verde accessibile?

Il minimo di legge: 9 m² per abitante

Il riferimento normativo è il D.M. 1444/1968, che fissa a 9 m² per abitante il minimo di verde. Nei dati ISTAT questo valore è indicato come minimo di legge, quindi è la soglia con cui si misura la dotazione di verde di un capoluogo. Quando il valore scende sotto 9 m², la città è al di sotto del parametro previsto dalla norma.

Superare la soglia significa solo rispettare il minimo di legge, non avere una dotazione adeguata alle esigenze dei residenti. Il dato da solo non dice nulla sulla distribuzione del verde nel territorio comunale.

Nel 2014 il 16,4% dei capoluoghi di provincia risultava sotto i 9 m² previsti dalla norma, secondo i dati ISTAT diffusi il 24 maggio 2016. Equivale a circa un capoluogo su sei.

Nei dati «Ambiente urbano 2023» dell’ISTAT, riportati da Geopop, i capoluoghi sotto i 9 m² di verde totale per abitante sono dieci su 109:

  • Imperia
  • Savona
  • Chieti
  • Andria
  • Barletta
  • Trani
  • Crotone
  • Trapani
  • Messina
  • Siracusa

Il dato del 2014 è una percentuale sul totale dei capoluoghi, quello del 2023 è un conteggio assoluto su 109 comuni.

Nord e Sud: dove il verde è più scarso

Il confronto tra macroaree mostra un divario netto nel verde accessibile per abitante. Nei dati ISTAT «Ambiente urbano 2023», riportati da Geopop, il Nord-est è l’area con più verde fruibile dai cittadini e il Mezzogiorno quella con meno. Nord-ovest e Centro si collocano in una fascia intermedia molto ravvicinata.

MacroareaVerde accessibile per abitante (2023)
Nord-est29,4 m²
Nord-ovest19,4 m²
Centro18,9 m²
Mezzogiorno11,9 m²

Il Mezzogiorno è l’unica macroarea sotto i 12 m² accessibili per abitante. Il Nord-est, con 29,4 m², è l’unica sopra i 25 m².

Il dato del 2014 segue una logica diversa. Allora l’indicatore era il verde urbano complessivo per abitante nei capoluoghi di provincia, con una media di 31,1 m². Il Nord-est era a 50,1 m² e il Sud a 42,5 m², un valore sostenuto dai capoluoghi lucani. I due insiemi di dati usano indicatori e ripartizioni diversi (verde urbano complessivo nel 2014, verde accessibile nel 2023), quindi non vanno confrontati direttamente.

Nord e Sud: dove il verde è più scarso

Grandi città e piccoli capoluoghi a confronto

Nei 109 capoluoghi di provincia analizzati da ISTAT in «Ambiente urbano 2023», la dimensione del comune incide sulla quantità di verde disponibile per abitante. Le città metropolitane hanno in media 20,1 m² di verde totale per abitante, contro 48,1 m² dei capoluoghi più piccoli, più del doppio.

I valori per le singole grandi città sono riferiti al verde accessibile.

Gruppo o cittàIndicatoreValore
Capoluoghi delle città metropolitaneVerde totale medio per abitante20,1 m²
Capoluoghi più piccoliVerde totale medio per abitante48,1 m²
VeneziaVerde accessibile per abitante35,5 m²
TorinoVerde accessibile per abitante22,7 m²
FirenzeVerde accessibile per abitante22,1 m²
BolognaVerde accessibile per abitante21,4 m²
Genova, Bari, CataniaVerde accessibile per abitantesotto 9 m²

Tra le grandi città, Venezia è al primo posto con 35,5 m² accessibili per abitante. Torino, Firenze e Bologna si collocano in una fascia ristretta, tra 21,4 e 22,7 m². Genova, Bari e Catania restano sotto i 9 m² accessibili, cioè sotto il minimo di legge di 9 m² (D.M. 1444/1968).

Anche tra i capoluoghi più piccoli la variabilità è forte. All’estremo alto, Verbania, Sondrio, Trento, Bolzano, Gorizia, Terni, Rieti, Isernia e Potenza superano i 100 m² di verde totale per abitante. All’estremo basso, Imperia, Savona, Chieti, Andria, Barletta, Trani, Crotone, Trapani, Messina e Siracusa risultano sotto i 9 m². La dimensione del comune quindi spiega una parte della differenza, ma non basta a prevedere il valore di un singolo capoluogo.

Come confrontare il verde del tuo quartiere?

Il metodo di base è un rapporto semplice: superficie verde in m² divisa per numero di residenti. Il calcolo va fatto sullo stesso perimetro e nello stesso anno, altrimenti il risultato non è confrontabile. Le fonti di partenza sono i dati ISTAT «Ambiente urbano», che coprono i capoluoghi di provincia, e i dati pubblicati dal proprio comune, che possono scendere a un livello più fine.

Fonti da incrociare

  • ISTAT, Ambiente urbano: indicatori per capoluogo, ripartizione geografica e classe dimensionale (città metropolitane o capoluoghi più piccoli).
  • Dati comunali: superfici di parchi e giardini pubblici, quando disponibili per zona o municipalità.
  • Popolazione residente dello stesso perimetro e dello stesso anno, da cui ricavare il denominatore.

Procedura in quattro passi

  1. Definire il perimetro: comune intero oppure quartiere, con confini che coincidano con quelli dei dati di popolazione.
  2. Ricavare la superficie verde totale in m² per quel perimetro.
  3. Ricavare il numero di residenti dello stesso perimetro, nello stesso anno.
  4. Dividere la superficie per i residenti per ottenere i m² per abitante.

Confronto su un indicatore omogeneo

Il confronto è valido solo se si usa lo stesso indicatore per tutti i termini. Un esempio con il verde accessibile per abitante, dato ISTAT 2023 riportato da Geopop:

CittàVerde accessibile per abitante (m²)
Venezia35,5
Torino22,7
Firenze22,1
Bologna21,4
Genova, Bari, Cataniameno di 9

Per il verde totale, la stessa fonte indica una media di 20,1 m² per abitante nei capoluoghi delle città metropolitane, contro 48,1 m² nei capoluoghi più piccoli.

Quanto conta il verde nella scelta di dove vivere?

Il verde urbano è un criterio da confrontare con prezzi, servizi e collegamenti, non un dato da leggere da solo. Conviene partire dal verde accessibile, cioè quello che i residenti possono effettivamente raggiungere, e non dal verde teorico, che conteggia anche aree non fruibili. Secondo i dati ISTAT «Ambiente urbano 2023», riportati da Geopop, nei 109 capoluoghi il verde teorico è di 33,3 m² per abitante, mentre quello accessibile scende a 18,9 m².

Verde e prezzi immobiliari

Mettere in relazione verde e prezzi significa confrontare, per lo stesso comune, il valore medio delle compravendite (ad esempio da dati pubblici italiani sulle quotazioni e sulle compravendite) con l’indicatore di verde accessibile. Il metodo è semplice: si ordinano i comuni per verde accessibile e si verifica se i prezzi al metro quadro seguono la stessa tendenza. La scheda di riferimento non riporta valori immobiliari, quindi il rapporto tra le due variabili non può essere quantificato qui. Va verificato con i dati più recenti del territorio di interesse, confrontando comuni con superficie e tipologia edilizia simili.

Verde e servizi: ponderare insieme trasporti e scuole

Un comune con molto verde accessibile non è automaticamente adatto a chi lavora in centro o ha figli piccoli. Conviene costruire una griglia di confronto con almeno tre criteri: verde accessibile, tempi di collegamento con i mezzi pubblici verso il luogo di lavoro e distanza dalle scuole frequentate. Il peso di ciascun criterio dipende dalla situazione familiare. Chi non ha un’auto tende a privilegiare la vicinanza alle fermate; per chi ha figli in età scolare la distanza dalla scuola può contare più del verde complessivo. Il verde incide di più quando si trova vicino all’abitazione, perché un grande parco lontano da casa ha un valore pratico limitato.

Limiti di un indicatore medio a livello comunale

Venezia ha 35,5 m² di verde accessibile per abitante, Torino 22,7, Firenze 22,1 e Bologna 21,4:

CittàVerde accessibile per abitante
Venezia35,5 m²
Torino22,7 m²
Firenze22,1 m²
Bologna21,4 m²

Le differenze fra Torino, Firenze e Bologna sono di poco più di un metro quadro, ma non dicono come il verde sia distribuito tra i quartieri. Un valore medio alto può dipendere da grandi aree periferiche o naturali, lontane dai centri abitati. Il dato comunale è quindi un punto di partenza, da completare con l’analisi per quartiere.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra verde teorico e verde accessibile?

Il verde accessibile conta solo le aree che i residenti possono effettivamente frequentare, mentre il verde teorico comprende tutta la superficie a verde censita nel comune. Nei 109 capoluoghi il primo vale 18,9 m² per abitante, il secondo 33,3 m².

Che cos’è il minimo di 9 m² di verde per abitante?

È la soglia del minimo di legge fissata dal D.M. 1444/1968, il decreto sugli standard urbanistici. Tra le grandi città, Genova, Bari e Catania risultano sotto questo valore per il verde accessibile.

Posso confrontare il verde del 2014 con quello del 2023?

No, non in modo diretto: le due rilevazioni usano indicatori diversi, verde urbano nel 2014 e verde teorico nel 2023, e provengono da pubblicazioni differenti. Il confronto indica soltanto una tendenza generale, non una variazione misurabile con precisione.